Archive for dicembre 24th, 2012

dicembre 24, 2012

Tumori: il passo “asincrono” dell’ormone che sviluppa le metastasi.

dicembre 24, 2012

Sclerosi Laterale Amiotrofica: scoperto un meccanismo biologico determinante.

dicembre 24, 2012

Tutela del mare: siglato protocollo tra governo e Regioni.

Valgono 6 milioni di euro i tre protocolli d’intesa siglati a Roma tra il Ministero dell’Ambiente e 15 Regioni italiane aventi affaccio sul mare: i tre documenti prevedono nuove attività di indagine e valutazione tecnico-scientifica sullo stato di salute dell’ambiente marino.

L’Italia, una lunga protuberanza del continente europeo che fa da pontile sul mar Mediterraneo quasi a volersi allungare per toccare l’Africa, in quanto stato di “navigatori, santi ed eroi” ha sempre avuto un rapporto simbiotico, a tratti mistico, con il mare: è stato cantato, esplorato e vissuto in ogni suo meraviglioso non-luogo, ma oggi vive uno dei periodi più bui; è il rapporto tra uomo e mare che, spesso, viene a mancare, facendo affievolire quel timore rispettoso che ha sempre caratterizzato il loro viversi rispettosamente.

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dicembre 24, 2012

Rifiuti, in Sicilia cambia tutto: la gestione a carico dei Comuni.

La nuova Giunta Regionale siciliana presieduta dal neo-governatore Rosario Crocetta ha approvato un disegno di legge di modifica della gestione integrata dei rifiuti che modificherà la sostanza della gestione rifiuti della Regione Sicilia: i servizi di raccolta, spazzamento e trasporto, con il ddl, è da ieri da considerarsi a carico dei Comuni, singoli o in forma associata.

Un’emergenza rifiuti lunga quella siciliana, nella regione tra l’altro meno virtuosa nel panorama nazionale relativamente alla percentuale di differenziata, che la nuova giunta decide di affrontare attraverso anche un percorso di responsabilizzazione dei Comuni che tuttavia non esonera la Regione dall’organizzare anch’ella un sistema virtuoso sui rifiuti.

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dicembre 24, 2012

Non ci è bastato Berlusconi!

Vertice questa mattina fra Montezemolo, Riccardi, Casini e Cesa. Nell’incontro riservato i leader del ‘nuovo centro’ hanno espresso piena sintonia politica con il discorso e l’Agenda di Monti e hanno deciso di rimettersi alla decisione del professore sulla scelta fra una lista unica o più liste federate. Che faranno gli italiani? daranno ancora fiducia ad un mascalzone vestito da persona per bene che gli mette le mani in tasca e dice che lo fa per il loro bene. Spero di no, ma purtroppo temo di sì. Monti se ce ne fosse bisogno ha dimostrato che i partiti hanno bisogno di una profonda autoriforma per sopravvivere. Qual’è la differenza fra Grillo e Monti? Alla fine se si analizzano i suoi messaggi parlano lo stesso linguaggio devastante e destabilizzante.

Grazie agli errori del PD Monti gestirà la campagna elettorale da presidente del Consiglio e poi di montiani nelle liste del PD ce ne sono parecchi, quanto basta per rendere l’Italia ingovernabile da sinistra e sarà Monti dopo le elezioni a decidere con chi il PD dovrà fare le alleanze e chi dovrà essere il responsabile dell’economia. C’è da giurarci. I temi della campagna elettorale di Monti saranno da un parte l’antiberlusconismo, dall’altra la necessità d mantenere fede agli impegni europei del rigore e dell’austerità solo per il ceto medio e per le classi non abbienti. Discorsi come recessione, disoccupazione saranno accantonati o considerati una necessità ineludibile
e quindi neanche il PD ne parlerà neppure per orientare il voto dei singoli elettori. Fra Monti ed il PD vinceràMonti perchè il secondo ha un progetto politico, il PD e la sinistra no!

 

dicembre 24, 2012

Non per tutti è Natale.

La bandiera del sindacato davanti all'ingresso murato dai lavoratori ex Rockwool, chiusi denti
Feste nel segno della crisi e di un’Italia che lotta contro le difficolta’. L’Ansa ha raccolto le storie di Medolla e Cavezzo (VIDEO), l’Alcoa (VIDEO), Euroillumina (VIDEO), Termini Imerese (VIDEO) e Bienne Sud (VIDEO)

ILVA: CIG OPERAI,FESTE SENZA LUMINARIE – In fabbrica non ci sono luminarie, ma neanche in alcune case. Sarà un Natale povero per 2.500 operai dell’Ilva. A loro l’azienda ha fatto recapitare le lettere che annunciano la cassa integrazione: ordinaria, in deroga e per ‘eventi atmosferici eccezionali’. Al sequestro giudiziario degli impianti si è aggiunta la crisi di mercato. Poi una tromba d’aria ha devastato parte dello stabilimento e ucciso un giovane operaio, Francesco Zaccaria, rimasto intrappolato nella cabina di una gru inghiottita dal mare. Nonostante la legge ‘salva Ilva’, approvata due giorni fa, abbia ridato il via alla produzione a pieno ritmo, i lavoratori, anello debole della catena produttiva, hanno paura per il futuro. Ognuno ha una storia da raccontare. Massimiliano Portulano è entrato in Ilva a 24 anni. Ora ne ha 39 e lavora nel Reparto Ril (Officina riparazione locomobili), proprio nell’area portuale devastata dal tornado del 28 novembre scorso. “Questo – sottolinea Massimiliano, in cassa integrazione per calamità – è un periodo davvero tragico e lo stiamo vivendo malissimo. Prenderemo l’80% dello stipendio perché il sindacato non è riuscito a farci avere l’integrazione salariale. La mia famiglia è monoreddito. Sono sposato e ho una figlia di 9 anni, a cui devo dare spiegazioni e non trovo le parole”. Il lavoratore si commuove. Vorrebbe urlare la sua rabbia, ma quando parla della bambina i suoi occhi si inumidiscono. “Lei è preoccupata per me. Per noi. Tra mutuo e bollette varie spendiamo 800 euro al mese”.

FABBRICHE CHIUSE NEL SULCIS MA SI LOTTA – La tristezza si vede negli oggi degli operai davanti alle fabbriche ormai ferme. Questa volta di fronte agli stabilimenti non c’é spazio per messaggi d’auguri, i pensieri dei pochi lavoratori che ancora varcano i cancelli sono tutti rivolti al futuro “che non c’é”. Salvatore Corriga è uno dei delegati della Rsu dell’ex Rockwool, la fabbrica di lana di roccia di Iglesias chiusa da anni. Rappresenta gli operai che il 12 novembre hanno occupato la galleria Villamarina a Monteponi, una protesta estrema culminata con la decisione di murarsi all’interno ostruendo gli accessi con blocchetti di cemento. “Siamo in una situazione disperata – dice Corriga – noi chiediamo solo una cosa, il rispetto di un accordo firmato un anno fa che prevede la nostra stabilizzazione”. Dalla ex Rockwool all’Alcoa. Renato Tocco da 25 anni lavora nello stabilimento di Portovesme. In fabbrica ci è entrato venticinquenne. “Io sono colatore in fonderia – racconta – per me è una tristezza vedere la fabbrica spenta. Il silenzio degli impianti è quasi una tortura. L’altro giorno ho fatto un giro nei reparti, mi è venuto un colpo al cuore, tutto spento, un silenzio tombale, e io ero abitato a vedere billette, anodi e impianti in funzione”. Il suo pensiero va anche a quelli più sfortunati di lui, senza l’ombrello della cassa integrazione. “E’ necessario che venga fatto l’accordo quadro per chi lavorava nelle imprese d’appalto, ma soprattutto che ci sia una prospettiva”. Bruno Usai, 49 anni, in fabbrica ci è entrato 24 anni fa. Delegato sindacale della Rsu Cgil, ha vissuto tutte le vertenze. “Primo sciopero dopo un mese – racconta – poi tutto il resto”. Oggi la fase più nera, con la fabbrica ferma. “E’ il momento più triste e drammatico – dice – Speriamo solo che si trovi al più presto la soluzione. Non è pensabile che per andare avanti ci si debba far aiutare dai genitori o dai nonni”.