Prima ci regala la legge di stabilità e poi se ne va.

Monti si dimette
Il Quirinale ha emesso un comunicato in cui Mario Monti, dopo avere avuto un colloquio con Napolitano in merito alle “consultazioni” di oggi, annuncia le sue dimissioni irrevocabili, le quali comunque non arriveranno prima dell’approvazione della legge di stabilità e di bilancio. Monti attende per una questione di responsabilità istituzionale – dice – cioè per evitare l’esercizio provvisorio che si verifica per una durata massima di quattro mesi qualora il Parlamento non riesca ad approvare la finanziaria (il vecchio nome della legge di stabilità) in tempo. Il Partito Democratico ha già prospettato un’apertura dei mercati catastrofica, lunedì. La colpa sarebbe del ritorno di Berlusconi sulla scena, che sarebbe dunque per lo spread quello che l’inverno è per il raffreddore. La solfa è chiara: “se volete che i mercati non saltino sui carri armati della troika e non prendano Palazzo Chigi, dovete votare Pd”. Interessante, per un Partito che si definisce “democratico”, avere un’idea della democrazia tale per cui l’elettore vota con un fucile puntato alla tempia, avendo di fatto una sola casellina possibile dove tracciare una X.
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