meno male che c’è Alfonso Marra.

Scrittore, avvocato, signoraggista spinto, già parlamentare europeo, già fraterno a Domenico Scilipoti, per pubblicizzare le sue fatiche letterarie ha ingaggiato personaggi del calibro di Ruby Rubacuori, Lele Mora, Manuela Arcuri, Sara Tommasi, Vittorio Sgarbi. Luigi Alfonso Marra è questo e purtroppo molto altro, e ora si candida alle primarie del Pdl: “Tutti sacrificheranno Berlusconi, lo rovineranno, io invece lo difenderò. E per questo potrei vincere“.

 

One Comment to “meno male che c’è Alfonso Marra.”

  1. “Il fatto quotidiano” intervista a Marra
    da “IL FATTO QUOTIDIANO” DI MERCOLEDI’ 21.11.2012 (di Malcom Pagani)
    Alfonso Luigi Marra: «Alfano è un baro, mi dia una settimana per le firme».
    Marra: Monti è un delinquente e sarà processato insieme agli altri membri del gruppo Bilderberg, un’organizzazione occulta, vietata dall’articolo uno della Legge Anselmi. Il Bilderberg non è la miserabile P3 o la ridicola P4, ma un blocco di potere economico che orienta i mercati finanziari e la politica internazionale. Quando si accerterà che Monti ha lavorato al solo scopo di apportare benefici al sistema bancario e al sistema drogato delle carte di credito sarà troppo tardi. Per l’Italia e per queste primarie del Pdl, a cui eccezioni procedurali, limitazioni territoriali e fumosi cavilli, allo stato, mi impediscono di partecipare.
    Pagani: Dopo Alessandra Mussolini, si tira fuori anche l’avvocato Alfonso Luigi Marra aedo dello ‘strategismo sentimentale’ e cantore della guerra al signoraggio bancario. Lo scrittore si ritira dalla corsa perché le firme, sostiene, «Spaventano chi deve autenticarle. Farlo significa mettersi contro Alfano, nessuno si azzarda». Sul tema ha scritto una lettera aperta ad Angelino. Si aspetta una risposta. Se non arriverà, i 10mila autografi raccolti saranno carta straccia. Marra non se ne duole: «Ne potevo raccogliere 50mila ma non mi riconosco in nessuno, né nel Pdl né altrove. Tutto sommato era meglio Berlusconi. Silvio è stato chiaro, lui le primarie non le voleva. Ma se vinci il gioco truccando sei un baro e siccome Alfano non aspira a essere un nominato, ma pretende di essere un eletto, ha l’occasione di dimostrarsi tale. Altrimenti? Che cazzo di eletto sei?»
    Marra: Il Pdl oggi? Sono stato dentro il partito dal ’94 al ’96. Volevo fare certe cose, Berlusconi aveva altre idee. Me ne andai. Oggi come allora il Pdl è un contenitore vuoto. Provi lei, mi definisca il Pdl.
    Pagani: Non saprei.
    Marra: Glielo dico io. Il Pdl è niente. Niente. In questo vuoto di contenuti, lo spartiacque della politica italiana sono diventate le tasse. La sinistra burocratica e filo bancaria ritiene che siano utili, la destra delle partite Iva non vuole pagarle. Io vado oltre. Le ritengo illecite. Illegittime. E la gente l’ha capito.
    Pagani: Ne è sicuro?
    Marra: Ci siamo. Non c’è un leader politico che non sappia che cosa è il signoraggio bancario e non sia terrorizzato dalla chiamata in correità. I nostri politici continuano a disegnare l’Italia come il migliore dei paesi possibili. Razionalizzano e tagliano, ma non dicono che fine faranno i licenziati. Li mandano sulla luna? Possono straparlare, procrastinare, bluffare, ma così, colì o pomì, il loro tempo è maturo. Il padrone che pagava non c’è più. E sono cazzi. Dia retta a me, non sbaglio una previsione da 20 anni.
    Pagani: Sembra arrabbiato.
    Marra: Sono seccato e incazzato, partecipare alle primarie sarebbe stato dirompente. Ma sono molto interessato alla politica. Questa melassa ha i giorni contati, anche per questo, dopo aver seminato, mi presenterò alle prossime elezioni.
    Pagani: Con il suo PAS?
    Marra: E certo, con chi sennò? Con quel leccapiedi di Casini? Lo conosco. Ha una particolare unica. La capacità di aprire bocca senza dire mai nulla.
    Pagani: Non teme querele?
    Marra: Sono un avvocato. Ho lo stomaco foderato di stagnola. Parlo a ragion veduta e so cos’è l’exceptio veritatis. Lui, Bersani e il carrozzone hanno difeso le tasse e le banche. Entità illecite, fuorilegge. La consapevolezza sociale è a un passo. Il 90 per cento dei soldi è nelle mani dell’apparato bancario e dei suoi giochini con il riciclaggio, ma la festa è finita. Quasi, quasi parto».
    Pagani: Parte?
    Marra: Sei mesi di viaggio. Perché no? Quando torno, raccolgo i frutti. Dico per paradosso..».
    La mail di Marra al Comitato Organizzatore Primarie PDL:
    «Gentili amici, in relazione alle autentiche, premesso che i consiglieri comunali e i cancellieri non hanno l’obbligo di autenticare le firme, e i notai avrebbero costi proibitivi, il problema è che avrebbero dovuto poterle identificare i consiglieri, assessori e sindaci di tutti i partiti, come si fa normalmente nelle elezioni politiche e amministrative, mentre voi avete stabilito che possono farlo solo quelli del PDL, i quali, per me, si rifiutano di farlo. Un rifiuto ovvio, perché avreste dovuto invitare con una circolare tutti i vostri consiglieri, assessori e sindaci a mettersi a disposizione di qualunque candidato, sicché, nel momento in cui avete omesso di farlo (contando non vi siano state addirittura specifiche disposizioni contro di me), hanno considerato quell’omissione come un’indicazione a non farlo quantomeno per me che, da un lato, non sono interno al partito, ma dall’altro sono di certo il più distante dalle posizioni di Alfano e il più scomodo. Cordialità, Alfonso Luigi Marra».
    diffuso dal PAS-FermiamoLeBanche

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