Una volta si chiamava legge truffa!

Manifesto elettorale del PCI del ’53 contro la Legge Truffa
923: Mussolini spinge per la promulgazione di una RIFORMA ELETTORALE che garantisse al PARTITO NAZIONALE FASCISTA una solida maggioranza parlamentare in nome del principio della governabilità. Il 18 novembre 1923 il parlamento approva la riforma (contrari comunisti e socialisti, favorevoli popolari, liberali e fascisti), denominata “Legge Acerbo”: il primo partito, che avesse superato la soglia del 25%, avrebbe ottenuto il 66% dei seggi. La legge acerbo, non avendo imposto alcuna soglia di sbarramento (che fagocita i voti ai piccoli partiti), si avvicina di molto non solo sul piano dei principi POLITICI (governabilità contro democrazia) ma anche aritmeticamente alle proposte di riforma elettorale dell’attuale Partito democratico. O presunto tale.
1953: Il ministro degli interni Scelba scrive una proposta di riforma elettorale che prevede l’assegnazione di un premio del 15% alla coalizione che avesse superato la soglia del 50%. L’obiettivo è favorire la governabilità. In Italia scendono in piazza milioni di persone per protestare. il 20 gennaio la CGIL proclama un sciopero generale in difesa della democrazia, contro quella che Piero Calamadrei definirà la LEGGE TRUFFA. il giovane deputato comunista Pietro Ingrao viene pesantemente manganellato in piazza durante lo sciopero dalla polizia di Scelba.
2012: Gli eredi del PCI, o presunti tali, cercano in tutti i modi di alzare i “premi di maggioranza” e le “soglie di sbarramento” per conquistare con meno voti più seggi. Alla faccia della democrazia…

6 commenti to “Una volta si chiamava legge truffa!”

  1. Eredi del PCI ????????
    Dove sono gli eredi del PCI ? Io non ne ho più visti da quando è andato via Berlinguer.

  2. A te ed a me può non piacere nè Bersani nè il suo partito ma non si può bleffare attribuendo loro cose che non corrispondono alla verità!
    NON E’ AFFATTO VERO CHE LA MATERIA DEL CONTENDERE SIA QUELLA DA TE ESPRESSA. LA MATERIA DEL CONTENDERE E’ CHE L’EX MAGGIORANZA BERLUSCONIANA COMPRESO CASINI CON L’AVALLO DELLE COSIDDETTE ISTITUZIONI CERCANO DI CREARE UNA SITUAZIONE DI INGOVERNABILITA’ PER CREARE LE CONDIZIONI PER UN MONTI BIS. E tu sai che questa è la verità!

    Se invece solamente di scrivere qualche volta ti impegnassi anche a leggere, ad esempio anche ciò che ho scritto io sull’argomento, forse eviteresti di scrivere cose inesatte ed i tuoi lettori, come me, apprezzerebbero di più la tua correttezza che, invece, quando non c’è li fa incazzare!

    Antonio guarda che Enrico Berlinguer non è andato via, come dici tu. E morto lasciando una eredità di princìpi di cui NESSUNO ha saputo prendere la bandiera.
    Cerchiamo di essere seri!

  3. non mi contestare così. è solo un ragionamento, un pu nto di vista, che si può condividere o meno. Ci tengo a non lòitigare con te.

  4. anche perchè non dico cose molto diverse da quelle che dici tu. Beppe Grillo si può contestare quanto si vuole, ma non si può fare una legge per non fargli avere i voti che merita per impedirgli di andare inparlamento. Il dispetto non lo fanno a Beppe grillo, ma alla democrazia, che viene svuotata di ogni significato. del resto con la legge che vgliono fare non governerà nessuno e certamente non la sinistra, che sembra abbia paura di vincere le elezioni. Condivido con te l’analisi che tutto questo serve per continuare le politiche monetraie di Monti dell’abbattimento del welfar, della negazione dei diritti civili, del togliere di mezzo il ceto medio per lasciare la ricchezza e il potere in gruppi selezionati del “mercato” e dalla speculazione finaziaria. la mia paura e che in ogni cso no n si possa fare niente. ma almeno bisogna tentare.

  5. per ciò che riguarda gli eredi del PCI ha ragione Antonio. La sinistra ha fatto una gara a cancellare la memoria dei padri del socilismo e del comunismo, per essere bene accetti dal cd. ceto moderato, che moderato non è e che rispecchia sempre fedelemente i desideri di un certo mondo cattolico asservito alle gerachie vaticane che ha paura di ogni cambiamento, perchè il cambiamento mette in discussione il loro potere e i loro privilegi. Così dicendo siamo arrivati allo stato in cui siamo e non se ne vede la fine.

  6. Qui non ci sono gli eredi né di Berlinguer, né di Calamandei, né di tanti altri che hanno scritto nella Costituzione che la sovranità appartiene al popolo. Ecco perché la gente non vota e/o cresce il movimento di Grillo.Il sistema elettorale proporzionale è il più democratico.Il Parlamento deve rispecchiare il Paese “reale”, e se questo è diviso è normale che il Parlamento sia diviso; ma la governabilità si può avere ugualmente con un governo di coalizione,sulla base di un programma condiviso, come avviene in tanti altri Paesi.Piuttosto si dovrebbe legiferare per impedire “passaggi”da un partito all’altro.

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