A volte ritornano.

Dopo l’indimenticabile figuraccia del “Lusi-gate” e la fuga d’amore con un Terzo Polo che non si è di fatto filato nessuno, Rutelli rientra nel centrosinistra. Lo fa appena prima di essere venduto a trance come Fantozzi al mercato di Natale.

Il rischio è quello di raccogliere un miserabile 0,5% e restare fuori dal palazzo dopo decenni di politica di primo piano, incarichi prestigiosi ed addirittura una candidatura a premier.

Per i partiti della “prima repubblica e mezzo”, quelli cioè che negli anni hanno cambiato nome ma mantenuto più o meno le stesse facce, sono tempi durissimi. Il centrosinistra paga il sostegno al governo Monti e paga, soprattutto, il mancato impegno di “equità” preso dal governo dei tecnici. In questo scenario, Rutelli cerca riparo in una coalizione che possa garantire l’accesso in Parlamento, anche con un apporto esiguo di elettori.

Non c’è il minimo dubbio che il PD accetterà di comprare tutta la cernia. Il rischio è quello di dare un sapore strano alla zuppa.

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