Taranto un difficile dilemma.

A Taranto bisogna scegliere fra il lavoro e la morte. Messa in questi termini la scelta appare scontata, perchè chiunque sceglierebbe la vita. Però lo Stato può e deve risolvere il problema in termini diversi. Cioè quello di garantire il salario agli operai il tempo necessario per mettere gli impianti in sicurezza e riammodernare lo stabilimento in maniera tale da diventare compatibile con l’ambiente circostante e da imprigionare i fumi, facendoli diventare inerti. Si può fare e si dovrebbe fare. Ma un governo come quello che ci troviamo difficilmente metterà mano al problema preferendo lasciar alla magistratura la responsabilità di chiudere gli stabilimenti per non riaprirli più. Un altro colpo alla già morente industria italiana. Anche questo ce lo chiede l’Europa?

3 commenti to “Taranto un difficile dilemma.”

  1. Dovrebbe essere la logica a suggerire, insieme al buonsenso, che cosa fare e come fare. Ma secondo gli affamatori del popolo troppo paziente e, quindi, “inculato” la scelta meglio lasciarla alla magistratura tanto tra un conflitto di attribuzione ed un conflitto sociale chi volete che se ne accorga. La magistratura ha le spalle larghe e si assumerà anche la responsabilità di avere ucciso il lavoro degli operai tarantini oltre al morto per infarto dichiarato ucciso dai magistrati e da “certa stampa”.

  2. è assurdo perchè se non moriranno per malattie,moriranno di fame……..e quanta gente per la disperazionefarà un gesto orribile…….mio fratello lavora all’ilva ……….

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