Archive for agosto 1st, 2012

agosto 1, 2012

Peggiora la qualità dell’aria nelle città italiane.

L’indagine annuale dell’Istat “Dati ambientali nelle città” rivela come lo stato di salute delle città italiane non sia sicuramente dei migliori; anzi i rilevamenti ci informano come la qualità dell’aria sia in netto peggioramento. Nel 2011, nei capoluoghi italiani, si è registrato il superamento del valore limite dei PM10 per 54,4 giorni: il dato segna un aumento rispetto agli ultimi anni, nel corso dei quali i valori erano addirittura diminuiti passando dai 68,9 giorni del 2007 ai 44,6 giorni del 2010.

L’incremento, si evince dai dati, riguarda soprattutto i capoluoghi del nord Italia, che in media hanno superato i valori di PM10 di ben 20 giorni in più rispetto all’anno precedente. Ovviamente si tratta di dati da prendere con le pinze: il superamento di tali valori non è infatti sinonimo di inefficienza totale nella gestione delle emissioni nei vari settori (residenziale, trasporti, industriale) come, allo stesso modo, non va dato alcun premio a quei Comuni che hanno fatto registrare dei valori definibili non pericolosi per la salute delle persone.

Sui numeri che emergono sulla qualità dell’aria giocano infatti tantissimi fattori: in molti casi per esempio i capoluoghi molto vicini al mare potrebbero far registrare dei valori ben al di sotto delle medie a causa della maggior incisività dei venti in queste aree rispetto a quanto non succeda a quei Comuni ubicati sulla pianura Padana, spesso indipendentemente dall’attuazione o meno di politiche di mobilità sostenibile o regolamenti ferrei per la regolamentazione delle emissioni nel settore residenziale.

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agosto 1, 2012

Taranto un difficile dilemma.

A Taranto bisogna scegliere fra il lavoro e la morte. Messa in questi termini la scelta appare scontata, perchè chiunque sceglierebbe la vita. Però lo Stato può e deve risolvere il problema in termini diversi. Cioè quello di garantire il salario agli operai il tempo necessario per mettere gli impianti in sicurezza e riammodernare lo stabilimento in maniera tale da diventare compatibile con l’ambiente circostante e da imprigionare i fumi, facendoli diventare inerti. Si può fare e si dovrebbe fare. Ma un governo come quello che ci troviamo difficilmente metterà mano al problema preferendo lasciar alla magistratura la responsabilità di chiudere gli stabilimenti per non riaprirli più. Un altro colpo alla già morente industria italiana. Anche questo ce lo chiede l’Europa?