com’è buono l’aglio cinese! Chissà se è efficace contro i vampiri?

 

L’aglio è una pianta esotica, da noi non cresce, bisogna farlo venire da lontano… Non so se voi lo avete incontrato al supermercato: io mi sono imbattuta in una foto di aglio cinese confezionato per il mercato italiano (la trovate dopo il “continua”, i vincoli grafici mi impediscono di metterla qui), mi sono incuriosita e ho scoperto che l’aglio cinese importato nell’Unione Europea è gravato di un dazio del 9,6%.

Nonostante il dazio e le spese di trasporto, evidentemente, l’aglio cinese costa meno di quello italiano. Mi chiedo in quali condizioni lavorino i contadini che lo coltivano. Mi chiedo quanto, e come, vengono retribuiti.

E poi i viaggi delle merci, oltre a costare, inquinano. L’aglio cinese sarà anche economico, ma è un controsenso sociale ed ecologico. Ed ecco la foto che mi ha lasciata basita.

Chi desiderasse ovviare al controsenso sociale ed ecologico, e in aggiunta risparmiare, può coltivare l’aglio in vaso sul balcone. Qualsiasi stagione è buona per cominciare.

L’Unione Europea è il maggiore importatore planetario di cibo, eppure è tutto tranne che una landa desolata e non adatta all’agricoltura. Le minuziose regole per l’importazione dell’aglio, se volete consultarle, sono nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

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