Chiudete anche le caserme dei carabinieri e non se ne parla più.

Ci sono anche i Comuni terremotati di Mirandola, Concordia e San Felice sul Panario, tutti in provincia di Modena, tra quelli che vedranno chiudere i propri uffici postali.
Un progetto che prevede per il 2012 la chiusura di 1.152 uffici postali e la «razionalizzazione», da intendersi come apertura ad ore o a giorni, di altri 634 uffici.Sul fronte dei risparmi, una stima provvisoria parla di un recupero per le casse delle Poste di circa venti milioni di euro. Briciole in un bilancio che conta un utile netto di 846 milioni di euro. Ad ogni modo, la settimana scorsa il nuovo piano interventi è stato messo su un documento elettronico excel dall’ufficio Risorse umane di Poste Italiane sotto il nome «Chiusure/Razionalizzazione». Del resto, l’unica cosa certa è che il piano ha tempi strettissimi, considerato che l’azienda presieduta da Massimo Sarmi prevede di portare tutto a compimento entro l’anno. Saranno coinvolti uffici periferici, per intenderci come quello di Castellabate, Salerno, divenuto famoso per il celebre film «Benvenuti al Sud», ma anche agenzie di Comuni medi o grandi. Oltre ai citati paesi colpiti dal terremoto, verranno interessati dalla prevista serrata diversi centri di tutte le Regioni: da Stelvio, Bolzano, a Granieri (Caltagirone, Catania), e poi ancora da Camogli, Genova, a Linosa, Agrigento.

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