Rio 20+, le atrocità ambientali del Brasile.

Der Spiegel fa le pulci al Brasile Paese che ospita Rio20+ Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile (sparita la dicitura cambiamenti climatici, sembra non siano capiti dai media).

Ebbene, scrivono i tedeschi, il paese che si presenta come una nazione moderna e attenta alla tutela degli ecosistemi nasconde in realtà una lunga lista di atrocità ambientali:
con la riforma del codice forestale si concede l’amnistia ai taglialegna di frodo, è più economico e più redditizio abbattere la foresta pluviale. Prima vanno giù alberi secolari, poi il trattore dissoda e infine si pianta soia e si inizia anche l’allevamento di bovini. In futuro, alle aziende agricole della regione amazzonica sarà consentito di deforestare il 50 per cento anziché l’attuale 20 per cento delle loro terre; inoltre, il governo sta accelerando la costruzione di centinaia di dighe nella regione e ciò causerà l’inondazione di migliaia di chilometri quadrati e lo spostamento di interi villaggi e insediamenti agricoli. La presidente Rousseff ha privato l’Agenzia ambientale del Brasile della maggior parte delle competenze; il governo vuole accelerare i grandi progetti, concedendo attività mineraria estrattiva nelle riserve indiane e la costruzione di nuove strade. La regolamentazione della proprietà della terra, il problema più grande nella regione amazzonica, sta procedendo a passo di lumaca. Nel frattempo, le aziende agricole che sono state messe in piedi illegalmente vengono acquistate e vendute su Internet.

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