Una prigione verde in Islanda per riabilitare detenuti e ambiente.

Il carcere si trasforma da luogo chiuso, cupo e monotono ad ambiente aperto, dinamico, mutevole con l’avvicendarsi delle stagioni. Una metamorfosi che si concretizza nel progetto di penitenziario femminile firmato dalla OIIO Architecture, pensato per ospitare le detenute delle gelide lande islandesi.

Efficienza energetica, illuminazione naturale, muri e tetti verdi occupano una struttura composta da diversi cerchi, come gli ingranaggi di un orologio, a testimoniare il tempo che passa e che… riabilita perché è questa, anche se spesso si tende a dimenticarlo nella progettazione (vedi degrado carceri italiane), la funzione di un penitenziario. Il contatto con la natura, la forza degli elementi, suoni, odori e colori delle diverse stagioni rendono più facile ai detenuti il processo di riabilitazione.

Le detenute, interpellate dagli architetti, lamentano infatti, più di ogni altra cosa, oltre alla mancanza di libertà, l’assenza di un ambiente naturale e dinamico. Grazie a questa struttura che si assembla con pannelli prefabbricati l’edificio muta e si adatta alle diverse esigenze di cambiamento degli ospiti della struttura.

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