Archive for Mag 23rd, 2012

Mag 23, 2012

E poi si meraqvigliano che qualcuno vota Grillo.


L’Italia è quel Paese dove i politici commemorano Falcone dopo aver salvato Cosentino in Parlamento.

Mag 23, 2012

Quando Viola scrisse contro falcone. Anche così si ammazza un magistrato!

Ed eccolo, quell'articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone.

È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo “Falcone, che peccato…” vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica. Un pezzo durissimo che oggi, a vent’anni dalla strage di Capaci che fece saltare in aria Falcone, la moglie e la scorta, ritorna a galla con la violenza d’una colpa.

L’articolo, introvabile nell’archivio online di Repubblica, è oggetto di discussione in queste ore sulla Rete, ma nessuno l’ha pubblicato integralmente, in maniera da consentire al lettore un’autonoma valutazione.

Eccolo, l’articolo, in versione integrale: recuperato grazie all’Emeroteca Tucci di Napoli. Che ognuno faccia le sue valutazioni dopo averlo letto.

Viola attacca definendo Giovanni Falcone “magistrato che alla metà degli anni Ottanta inflisse alcuni duri colpi alla mafia”. Una definizione quanto meno riduttiva per l’anima del maxi-processo di Palermo, per colui che, lo dicono i suoi colleghi magistrati, individuò nuove tecniche e nuovi metodi per l’approccio alla questione mafiosa. Continua Viola: “da qualche tempo sta diventando difficile guardare al giudice Falcone col rispetto che s’era guadagnato”.

Poi, l’accusa di essere diventato una sorta di esternatore, al pari dell’allora Capo dello Stato, il “picconatore” Francesco Cossiga: “Egli è stato preso – scrive Viola su Repubblica – infatti, da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell’impulso irrefrenabile a parlare, che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali. Quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali o negli studi televisivi, che divora tanti personaggi della vita italiana – a cominciare, sfortunatamente per la Repubblica, dal Presidente della Repubblica”.

La preoccupazione dell’editorialista è che Giovanni Falcone abbia perso il suo equilibrio. Gli chiede di lasciare la magistratura viste le sue rubriche sulle pagine dei giornali: “Perché nessun paese civile ha mai lasciato che si confondessero la magistratura e l’attività pubblicistica”.

“Quel che temo, tuttavia – continua il pezzo – è che a questo punto il giudice Falcone non potrebbe più placarsi con un paio di interviste all’anno. La logica e le trappole dell’informazione di massa, le sirene della notorietà televisiva tendono a trasformare in ansiosi esibizionisti anche uomini che erano, all’origine, del tutto equilibrati”. Poi si passa all’analisi, anzi alla demolizione, del libro ‘Cose di cosa nostra’ scritto da Falcone con la giornalista francese Marcelle Padovani pure lei nel mirino della penna al vetriolo di Viola: “E scorrendo il libro-intervista di Falcone ‘Cose di cosa nostra’ s’avverte (anche per il concorso di una intervistatrice adorante) proprio questo: l’eruzione di una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi”.

Nel finale, Viola, pur ammettendo di trovarsi davanti ad un “valoroso magistrato” si chiede “come mai desideri essere un mediocre pubblicista”. Il giornalista ignorava che il giudice aveva intuito qualcosa: la necessità di comunicare ad una platea più vasta, da magistrato, la mentalità mafiosa. Inoculare il virus ai giovani, come come un vaccino, in maniera da renderli resistenti al fascino della cultura dell’omertà e della morte. “Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c’è chi farà di tutto per rendergliela difficile”: qualche giorno dopo, dalle colonne della stessa Repubblica, qualcuno scriveva questa frase, riferendosi a Giovanni Falcone. Quel qualcuno si chiamava Giuseppe D’Avanzo.

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Mag 23, 2012

Oggi è una giornata di lutto nazionale!


Vent’anni fa, un attentato mafioso lasciò attonita l’Italia: la strage di Capaci costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta. Il 23 maggio 1992, Giovanni Brusca, detto “u verru” in lingua siciliana (il porco), premette il pulsante che fece esplodere circa 500 kg di tritolo e uccise Falcone.

Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte sarebbe toccata all’altro magistrato in prima linea nella lotta contra Cosa Nostra, Paolo Borsellino.

I protagonisti di quelle stragi sono finiti tutti in carcere: il mandante Brusca, Totò Riina, capo di Cosa Nostra, e Bernardo Provenzano, ritenuto il capo di tutti i capi, catturato, dopo una latitanza quarantennale, nel paesino di Corleone. I veri mandanti sono ancora nascosti nelle istituzioni, ma tutta l’Italia sa che hanno un nome e un cognome.

Mag 23, 2012

La terra trema.

Mag 23, 2012

Saviano in politica.

Mag 23, 2012

Chiamiamola tortura.

Scarica il Pdf con la pagina de Il Manifesto sulla tortura.

Firma l’appello di Antigone: In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità. La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Read the rest of this entry »

Mag 23, 2012

Istat, una spietata radiografia della crisi italiana.

di Alfonso Gianni(*)

Il Rapporto annuale 2012 sulla situazione del Paese dell’Istat, presentato ieri nella sala della Lupa a Montecitorio, ci restituisce un’immagine cruda dello stato dell’Italia. Ovviamente il rapporto non contiene, né lo potrebbe, giudizi politici. Ma le cifre e le valutazioni statistiche che ci offre valgono più di accorate denunce, perché costituiscono un’analisi puntuale e spietata delle condizioni in cui versa il nostro paese nel pieno della crisi e forniscono un’infinità di elementi precisi per sottoporre a critica le politiche del governo italiano e della governance europea.  Continua a leggere »

Mag 23, 2012

Ma chi ha perso le elezioni?

Rosi Bindi Mariastella Gelmini Antonio Polito Italo Bocchino Pd Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

di Valerio Valentini
Assistere ai commenti che gli “onorevoli” fanno delle elezioni è sempre esilarante. Adagiati su comode poltrone, in collegamento dal “transatlantico”, tengono di solito in mano un foglio con i dati che lo zelante segretario ha appena portato loro, e cominciano a snocciolare cifre e percentuali. Ed il bello è che alla fine riescono ad aver vinto tutti, sempre.
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Mag 23, 2012

Vaccino anti-pneumococco 23 valente, secondo esperto, efficace anche sugli adulti.

Il 23-valente () “è efficace nel proteggere gli adulti”. Ad affermarlo è David Fedson, esperto di vaccini ed ex professore di Medicina interna all’university of Virginia School of Medicine. A margine del convegno ‘La sanità pubblica tra nuove tecnologie, crisi economica e bisogno d’informazione alla cittadinanza’, in corso a Bologna, Fedson analizza con l’Adnkronos le evidenze attuali della vaccinazione antipneumococco nell’adulto, sottolineando come le patologie da siano tuttora diffuse e gravi.

“Le ultime evidenze scientifiche – dice Fedson – dimostrano che le patologie da sono molto diffuse anche tra gli adulti, colpendo soprattutto i più anziani”. Questo è grave “perchè si aggiungono di solito a patologie, spesso croniche, già presenti nei pazienti – sottolinea lo specialista – come ad esempio quelle cardiache o respiratorie. Abbiamo rilevato che le infezioni da sono molto gravi negli anziani con più di 60 anni, tanto che la mortalità degli infettati è tra il 20 e il 30%”.

Sul trattamento preventivo attraverso la vaccinazione è necessario fare una distinzione tra bambini ed adulti, spiega l’esperto: “Abbiamo visto che negli ultimi anni c’è stato un cambiamento nel modo in cui vacciniamo i bambini contro lo .

Mag 23, 2012

Connessioni tra apnee notturne e rischio tumore.

I nel , detti comunemente ‘’, sarebbero associati a un aumento del rischio di mortalita’ per : questo l’esito di un nuovo studio condotto negli Stati Uniti.

Precedentemente i nel (in inglese sleep-disordered breathing, o SDB), erano stati associati a un piu’ alto rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, depressione e perfino morte prematura. Questo studio, invece, dimostrerebbe un’incidenza di morte per cinque volte piu’ alta nelle persone afflitte da SDB. “Certo, vi e’ una correlazione”, ha spiegato F. Javier Nieto, capo del dipartimento di Scienze della Salute alla facolta’ di Medicina della University of Wisconsin, “ma e’ ancora presto per dire che i nel provochino il o contribuiscano al suo sviluppo, ma gli studi sugli animali hanno dimostrato che l’ipossia intermittente (ovvero un inadeguato apporto di ossigeno), che caratterizza l’apnea del , promuove l’angiogenesi (aumento di crescita vascolare) e lo sviluppo dei tumori”.