Tumori al fegato: rischio triplicato se già casi presenti in parenti di primo grado.

Con un parente di primo grado che ha avuto un del , il rischio di sviluppare la stessa aumenta di tre volte. E’ quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata nel numero di maggio di Hepatology, una rivista scientifica dell’American Association for the Study of Liver Diseases. La ricerca, mostra, inoltre, un rischio di oltre 70 volte piu’ elevato per coloro che hanno familiari con del e hanno contratto, in forma cronica, l’infezione da dell’ B o C.

 

Lo studio e’ frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (PN), l’Istituto Tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano. I risultati sono stati ricavati dall’analisi statistica di dati raccolti, retrospettivamente, tra 229 persone affette da e 431 persone ricoverate negli stessi ospedali per malattie non neoplastiche.

”I nostri risultati confermano che gli individui con familiarita’ di del hanno un rischio di sviluppare tre volte superiore rispetto a chi non ha familiarita’ – osserva Renato Talamini del CRO di Aviano – il monitoraggio degli individui con e storia familiare puo’ aiutare nell’identificazione precoce dei carcinomi epatocellulari, e quindi ridurre la mortalita’ per del ”.

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