Archive for aprile 9th, 2012

aprile 9, 2012

Rod Stewart – I don’t wanna talk about it – Buonanotte compagni.

Una bella ballata classica scritta da Danny Whitten, morto a 29 anni per overdose. Fu cantata da un sacco di gente ma soprattutto da Rod Stewart. Le Indigo Girls ne fecero la colonna sonora di Philadelphia.

aprile 9, 2012

La crisi colpisce soprattutto il Nord.

Operai al lavoro in uno stabilimento tessile.(© Ansa) Operai al lavoro in uno stabilimento tessile.

Il Nord colpito al cuore dalla crisi, che non ha risparmiato la Lombardia e Milano, ma neppure il Veneto. È questo il quadro evidenziato dal Cerved sulla diffusione dei fallimenti in Italia. Un’emorragia di serrate che ha raggiunto anche il centro, specialmente in Campania e Lazio.
NEL NORD 17 MILA FALLIMENTI. Dall’esplosione della crisi, avvenuta nel 2009, sono stati 17 mila i fallimenti di imprese nel Nord. Particolarmente falcidiato il versante Ovest, che, oltre alla Lombardia, ha visto anche Piemonte e Liguria particolarmente colpite, ma neppure il Veneto, sebbene sia riuscito in qualche modo a resistere allo tsunami di «crack», non scoppia di salute. Al Sud le chiusure sono state 8.358, un quarto del dato complessivo, circa 1.000 in meno rispetto a quelle del Centro Italia (7.284, il 22%).
MILANO CAPITALE DEI FALLIMENTI. Nord che primeggia anche su un altro dato negativo, quello della frequenza dei fallimenti, ovvero il numero di imprese chiuse ogni 10mila attive, il cosiddetto Insolvency ratio (Ir). La Lombardia è ancora prima con un tasso di oltre 27 aziende che hanno cessato l’attività per fallimento ogni 10mila aperte. Capitale di questi fallimenti è Milano, in testa tra le province con un Insolvency ratio a quota 34.

aprile 9, 2012

Addio Miriam Mafai!

Si è spenta a Roma la giornalista e scrittrice Miriam Mafai. Aveva 86 anni. Era una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Attenta osservatrice dei cambiamenti della politica e della società del nostro Paese, fotografati e analizzati con un’ampia produzione saggistica, Mafai aveva contribuito alla nascita di Repubblica e per il quotidiano, per decenni, ha svolto un’intensa attività di editorialista, inviato, cronista politico, diventandone una delle colonne portanti, grande testimone di quasi un secolo di vita italiana.

aprile 9, 2012

L’ictus di Bossi? Una notte troppo focosa.

Sette anni fa Umberto Bossi ha avuto l’ictus mentre si trovava in compagnia di Luisa Corna. Alcuni giornalisti confermano che al momento del fattaccio i due stessero testando la resistenza di un materasso di una pensione della provincia lombarda.
La modella, invitata recentemente a Domenica 5, smentisce categoricamente: è tutto falso”.
Ora che Bossi esce dalla scena politica probabilmente sarà possibile fare piena luce su quella notte.

Per la Lega i guai però non finiscono qui.

Chi si presenta come il nuovo che rimetterà le cose  in ordine, dopo la gestione “allegra” del Boss/i, sono peggio di quelli di prima.

C’è l’on.Castelli che in questi giorni esce come paladino della legalità per aver chiesto di fare chiarezza sui conti della Lega.
Peccato che è lo stesso Castelli condannato recentemente dalla Corte dei Conti  al pagamento di 100 mila euro allo Stato in solido col suo vicecapogabinetto, quell’altro galantuomo di Alfonso Papa, per le sue generose consulenze ministeriali ad amici e compaesani (come non ricordare quando  affidò l’edilizia carceraria ad un ex grossista di pesce, il suo compaesano Giuseppe Magni, che scorrazzò per anni con auto blu blindata e scorta armata, per il modico stipendio di 100 milioni di lire, raddoppiato a 100 mila euro quando cambiò la moneta).
Il “nuovo” tesoriere è Stefano Stefani, noto per la sua oculatezza, avendo messo mano, come ricorda m.travaglio in un recente articolo, a geniali operazioni finanziarie come il villaggio padano in Croazia (bancarotta), la banca padana Credieuronord (fallimento), il Bingo padano (dissesto), il giornale fantasma Quotidiano d’Italia (14 milioni pubblici).

Su tutti vigilerà il triumviro Calderoli, che di soldi se ne intende: l’ottimo Fiorani ha raccontato di aver girato 200 mila euro a lui e a Brancher. Ma è tutto calcolato: basterà lasciar fare i “nuovi leader” per un paio di mesi, poi tutti chiederanno il ritorno di quei galantuomini di Bossi e Belsito, a furor di popolo.

aprile 9, 2012

Libri che resteranno.

Scandalo Lega Nord, e dopo le dimissioni del Trota, come non farvi rileggere uno dei passaggi fondamentali di “Gente del Nord“, il nuovo libro dell’onorevole leghista Marco Reguzzoni? …

E’ chiaro che uno che è nato e cresciuto così ha il nostro progetto di libertà nel sangue. Ed è per questo che i nostri militanti veri, fuori da logiche di potere e palazzo, vedono in Renzo una speranza per il futuro. Uno così non può tradire, non può vendersi, pensano a ragione.

aprile 9, 2012

Come funziona davvero il modello tedesco.

Nel dibattito pubblico l’espressione “modello tedesco”, in riferimento alla riforma del mercato del lavoro, ha assunto il significato di concedere al giudice la possibilità (non l’obbligo, come è oggi, salvo diversa scelta del lavoratore) di reintegrare la persona licenziata ingiustamente nel posto di lavoro. Ma è davvero solo questo? No. I due articoli che proponiamo descrivono la complessa e per molti versi opposta situazione tedesca rispetto a quella italiana. Prendere un particolare di un sistema così differente e pretendere di incastrarlo nell’attuale sistema italiano non ci avvicina alla Germania, ma ci allontana dall’obiettivo di modernizzare il Paese. Troppe energie sono state spese e ancora si spenderanno su una riforma, quella dell’articolo 18, che non creerà posti di lavoro aggiuntivi, ma rischia di aumentare l’incertezza di lavoratori e imprese, dando alla magistratura il compito di decidere, caso per caso, la forma e l’entità del risarcimento in caso di licenziamento ingiustificato.

Il primo articolo che proponiamo analizza la “cogestione”, il sistema che da decenni regola il funzionamento delle grandi imprese tedesche, nelle quali i lavoratori hanno diritto ad eleggere i propri rappresentanti negli organismi aziendali.

Il secondo articolo è un’intervista ad una dirigente della lega dei sindacati tedeschi che spiega puntualmente come funziona “l’articolo 18 alla tedesca”.

La lettura congiunta permette di misurare le distanze tra la realtà e il dibattito in Italia.

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aprile 9, 2012

a laurà barbun!

Viva l'Italia di Enzo Scarton

aprile 9, 2012

Trota salmonata.

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aprile 9, 2012

Con quel dito puoi farci tante cose.