Visco ci è o ci fa?

La ricetta che il governatore di Bankitalia Visco ha in mente è infatti chiara e tutt’altro che entusiasmante: “In Italia non si può non richiedere che si lavori di più, in più e più a lungo”. A parere del governatore, dunque, si tratta di un percorso “inevitabile, da affrontare con determinazione, anche se con la gradualità necessaria. Ma non può esserne rinviato l’inizio e mi pare che oggi di questo vi sia consapevolezza”.

Visco ha poi biasimato la ritrosia italiana ad abituarsi a ritmi lavorativi tipicamente americani: “Un migliore funzionamento del mercato del lavoro, con la capacità di accompagnare e non con la volontà di resistere al cambiamento – nelle tecnologie, nelle produzioni, nell’apertura dei mercati, nelle organizzazioni delle imprese – va di pari passo con mutamenti profondi nella struttura produttiva”.

Vorrei far fare una passeggiata al  dott. Visco in tutti gli stabilimenti industriali chiusi dalla crisi e con gli operai in cassa integrazione che lavorerebbero come cinesi non come americani, senza dimenticare gli imprenditori che si sono suicidati o che semplicemente falliscono per causa della crisi che gente senza scrupoli come lui ha causato.

Ma tant’è! la fantasia a questi signori non manca.

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