Archive for marzo 3rd, 2012

marzo 3, 2012

Maria Rey – Primavera – Buonanotte compagni.

non è ancora primavera, è un pezzo di discomusic copiato dai Real Thing “You to me are everything” ma è bello da ascoltare.

..e questa è la versione originale

marzo 3, 2012

Torino-Lione. Opera economicamente indifendibile.

Marco Ponti, professore di Economia dei trasporti del Politecnico di Milano ed esperto di trasporti della Banca Mondiale degli investimenti, spiega scientificamente perchè la nuova linea Torino-Lione è un’opera inutile, costosa ed economicamente indifendibile.

marzo 3, 2012

Ride – “Taste”

Ride erano una band britannica di alternative rock formatasi nel 1988 a Oxford e attiva fino al 1996. Composta da Andy Bell, Mark Gardener, Laurence Colbert e Steve Queralt, inizialmente si affermò nella scena dello shoegaze.

Dopo lo scioglimento del gruppo Andy Bell è diventato, alla fine del 1999, il bassista degli Oasis. Nel 2001 la band si riunì per un’esibizione televisiva.

Poca storia e tanta musica.

marzo 3, 2012

Teresa De Sio – E VULESSE CANTARE (1980)

il chitarrista è senz’altro Francesco Bruno,mentre alla batteria se non sbaglio all’epoca ci stava Mauro Spina: insomma altri due “pezzi da novanta” della Napoli musicale degli anni ’80

marzo 3, 2012

Nina Simone Here Comes The Sun

Il mio amico Antonio preferisce la versione cantat dai fabfour. Ma questa che classe!

marzo 3, 2012

Ho bisogno di musica.

Sono troppo incazzato. Ci vuole musica.

marzo 3, 2012

Noi e il 9 marzo!

Con i compagni di Montella e i compagni di Avellino e con le bandiere che ci siamo inventate del Network per il Socialismo europeo il 9 marzo saremo a Roma. Puntuali alle 9,30 da piazza S. Giovanni sfileremo per le vie di Roma con i compagni della Fiom. Perché? Primo perché riteniamo che la Fiom abbia ragione quando afferma che le condizioni attuali di lavoro e le prospettive allucinanti per il futuro meritino una manifestazione. Bisogna almeno provare a fermare questo unanimismo di tutta la classe politica degli imprenditori e del governo che tenta di abrogare o rendere inoffensivo l’art. 18 dello statuto dei lavoratori. Ma non è solo questo che ci spinge ad andare in piazza. Le discriminazioni nelle fabbriche i ricatti della Fiat nelle assunzioni il voler mettere alla porta delle fabbriche ancora aperte la Fiom è un motivo ulteriore di solidarietà. Certo le critiche che alcuni compagni rivolgono alle modalità con cui questa manifestazione è stata proclamate ci hanno fatto riflettere. E’ vero la  giustezza dei motivi non sarebbe, in un momento diverso, sufficiente per ottenere l’adesione ad un’iniziativa che appare intempestiva.

E’ anche vero che la scelta di organizzare una vasta protesta politica e sociale con una trattativa in
corso, rischia di indebolire la CGIL, che non si può presentare come un interlocutore rappresentativo e non accettiamo neppure l’atteggiamento di chi ritiene che il 9 marzo segnerà lo  spartiacque a sinistra. Il 9 marzo sarà solo un capitolo della contestazione che dalla base del paese sta crescendo contro un governo impopolare che attua scelte impopolari e reazionarie e che prova a mettere in ginocchio sempre più vasti strati di popolazione.

Il 9 marzo ci saremo anche perché non vogliamo che lo sciopero della Fiom sia interpretato come un ricatto nei confronti di quella parte della sinistra che legittimamente tenta di riflettere per trovare momenti di sintesi più partecipata e più significativa. Ci rendiamo conto che agli attacchi di questo governo e della destra ci sarebbe bisogno di una unità più vasta e partecipata e non siamo d’accordo con chi vuol discriminare chi condivide le ragioni della protesta ma non i tempi. E’ giusto come alcuni compagni affermano che per ragioni politiche e sindacali uno sciopero generale dovrebbe avere come protagoniste le confederazioni e non i sindacati di categoria e coinvolgere un ampio schieramentodisoggetti.
Ma siamo certi che se la Fiom  avesse cercato un maggior coinvolgimento di altri soggetti della sinistra sarebbe riuscita a coinvolgere gli altri soggetti politici e sindacali, la cui unità d’azione è sicuramente indispensabile?

Certamente no! E allora che fare? Aspettare tempi migliori?

E’ giusto che chi ritiene che così vada fatto lo faccia, ma chi, come noi, ritiene che in questo momento la posta in gioco è troppo rilevante per lasciare isolati i compagni della Fiom e tutti quei compagni che stanno cercando di dare una risposta politica a tutto quello che sta accadendo, deve scendere in piazza. Il governo, lo stato non hanno capito ciò che sta accadendo e reagisce ad ogni contestazione in maniera scomposta allineando gli strumenti tradizionali della repressione: questore prefetto e i reparti dei carabinieri cattivi.

Oggi più che mai è in gioco la sovranità e la democrazia. Si tratta di decidere chi decide sulla propria esistenza, e sul modello di sviluppo nonché di convivenza civile: decidono gli oligarchi, dai banchieri fino ai tecnocrati, oppure dobbiamo decidere noi come sta scritto nella carta costituzionale e come ci hanno insegnato fin dalla scuola?

Questo governo ha come obbiettivo primario un modello finanziario che non si preoccupa di distruggere territorio, relazioni sociali, comunità, forme di cooperazione in nome del profitto privato, promettendo misure di crescita che vengono smentite ogni giorno dall’andamento reale delle cose. “Andremo avanti ad ogni costo” Si affannano a dire i finti ministri tecnici, e a questo loro andare avanti senza preoccuparsi distruggono anni di dialogo e di democrazia partecipata.

E’ allora necessario cominciare a dare una risposta costruita sulla resistenza, sulla partecipazione ai momenti di contestazione pacifica con tutti gli strumenti che la lotta democratica mette a disposizione.

Siamo ad un momento di svolta, dopo quattro anni di crisi niente è come prima, la reazione dello Stato nei confronti delle dimostrazioni in Val di Susa, indipendentemente da come uno si ponga rispetto al problema, favorevole o contrario, richiede la scesa in campo diretta di tutti, prima di tutto degli operai, e poi di quei cittadini/e che hanno votato per l’acqua pubblica, per i referendum per il nucleare. Bisogna diventare militanti e attivisti e sovrapporre ai momenti di riflessione anche momenti di partecipazione attiva  non solo per generica solidarietà, ma perché la nostra riflessione diventi concreta azione politica. Questo non significa divisione del movimento all’interno della sinistra: chi non scende in piazza è apprezzabile e rispettabile come chi invece decide di scendere in campo. Solo se riusciamo concepirli come due momenti di uno stesso fenomeno riusciremo a diradare quei dubbi e quelle perplessità  e a pensare ad una sinistra diversa, non frammentata, divisa, rissosa ed antagonista con sé stessa.

Lo sciopero generale dei meccanici proclamato dalla FIOM per il 9 marzo, deve essere pensato come inizio di uno dei  processi di unificazione di soggetti diversi. Il momento iniziale con cui tutti dopo il nove marzo dovranno misurarsi per creare insieme una nuova fase di iniziativa politica e sociale, a cui tutti da tempo stiamo lavorando, per costruire una alternativa alla brutalità liberista che l’intero modello sociale dei diritti del lavoro come del cittadino vuole distruggere, di pari passo con la distruzione della natura e dell’ambiente.

E’ difficile, ma si può fare!

Beppe Sarno

marzo 3, 2012

Mara cagol, lo stato uccise per non interrogarsi.

35 anni fa Mara è stata brutalmente assassinata durante l’arresto.
Era il 5 Giugno del 1975. Margherita – Mara peri compagni – era morta il giorno prima alla cascina Spiotta dove, insieme ad un altro bierre riuscito a fuggire, teneva in ostaggio lindustriale Vallarino Gancia, rapito il 4 Giugno.
I carabinieri giunsero alla Spiotta e iniziarono a sparare, Mara e laltro bierre uscirono dal casale, lei fu ferita, lui riusci a mettersi in salvo tra i boschi. Mentre Mara era in ginocchio ferita alla spalla sinistra, i carabinieri le spararono sotto un’ascella: un’esecuzione in piena regola. Furono quei due proiettili a fermare Mara,lex ragazza di Trento ormai trentenne che si era laureata in Sociologia, nellestate del 1969, salutando la commissione con il pugno chiuso e due giorni dopo andava in sposa a Renato Curcio nella chiesetta di San Romedio di Trento in via Val di Non.

marzo 3, 2012

Fimalmente una bella notizia.

LIBERA!


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CI PREME FESTEGGIARE…