Le statine, e l’azione inibente sulle cellule del cancro al seno.

Le ipocolesterolemizzanti sembrano tenere a bada il al in alcune pazienti.
Almeno questo e’ quanto emerso da una ricerca della Columbia University pubblicata sulla rivista Cell. I risultati suggeriscono anche che le mutazioni in un singolo gene possono essere usate per identificare i tumori a maggiore probabilita’ di risposta positiva alla terapia con .

 

”Potremmo identificare sottogruppi di pazienti i cui tumori possono rispondere alle ”, ha spiegato l’autore dello studio Carol Prives della Columbia University. ”Naturalmente non possiamo trarre delle conclusioni definitive fino a quando non ne sapremo di piu”’, ha precisato. Si tratta di uno studio clinico sulle nel carcinoma mammario basato sullo stato di mutazione del soppressore del , . L’ agisce nel regolare molti aspetti della proliferazione cellulare, in genere mettendo un freno alla crescita incontrollata.
Piu’ della meta’ di tutti i tumori umani sono portatori di mutazioni nel gene . Molte di queste mutazioni non si limitano semplicemente a disturbare la normale funzione del , ma anche a dotare di nuove funzioni che promuovono, invece di inibire, la formazione del . ”I topi senza sviluppano il e muoiono – ha spiegato Prives – ma quelli portatori di forme mutanti tumorali derivate del gene si ammalano in maniera piu’ aggressiva. Come queste forme mutanti di agiscano in realta’ e’ una delle grandi domande della ricerca sul ”.

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