Una nanoterapia per il diabete di tipo uno.

Sviluppata negli Stati Uniti una metodica di somministrazione intelligente di per combattere il : si basa su iniettabili e intelligenti, in grado di rilasciare il pricnipio attivo solo nei punti precisi in cui serve. Nei test in vitro, il dispositivo ha dimostrato una notevole capacità di proteggere il principio attivo e di concentrarlo nei siti bersaglio.

La possibilità di somministrare i solo nei punti precisi in cui servono è uno dei grandi sogni della medicina. Il ponte verso questo futuro che molti vedono come prossimo è fornito dalle nanotecnologie che, nell’enorme numero di applicazioni, consente anche di realizzare minuscole capsule in grado di veicolare i principi attivi nell’organismo, liberandoli là dove servono.

Una sfida ancora più ardua è la messa a punto di sistemi di somministrazione “intelligenti”, da utilizzare quando il sito colpito dalla patologia non è stato chiaramente individuato a priori, ma viene identificato dallo stesso veicolo terapeutico.

Un passo in avanti in questo campo di ricerca è stato compiuto ora da un gruppo del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering della Harvard University and Children’s Hospital Boston che ha sviluppato nanofarmaci intelligenti iniettabili e programmabili per arrivare fino alle cellule del pancreas.

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