Archive for dicembre 10th, 2011

dicembre 10, 2011

Scialla, questa è Roma.

Ho scoperto tardi, grazie al film di Francesco Bruni “Scialla”, una canzone di Amir su Roma, che a differenza di quelle storiche di Antonello Venditti racconta una metropoli più simile alla New York rap di Alicia Keys. Da ascoltare.

dicembre 10, 2011

Un altro mondo è possibile.

Another World IS Possible

dicembre 10, 2011

Bagnasco è impazzito: vuole pagare l’ICI.

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dicembre 10, 2011

In temo di crisi.

dicembre 10, 2011

A passo di tango.

Viva l'Italia di Enzo Scarton

 

dicembre 10, 2011

Aids, calano vittime e infezioni ma in 8 milioni sono esclusi dalle cure.

La lotta all’Aids ha fatto passi da gigante: negli ultimi cinque anni i morti sono calati del 22%, mentre gli infettati dall’Hiv sono scesi del 17%. E’ quanto emerge da uno studio di diverse agenzie Onu, dall’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), Unicef e Onusida, i sui risultati sono stati resi noti alla vigilia della Giornata mondiale per la lotta all’Aids che si celebra domani. Per Gottfried Hirnschall, responsabile della lotta all’Aids dell’Oms, si tratta di “un risultato eccezionale”.

dicembre 10, 2011

Studio GB: dimezzare rischio cancro evitando sigarette, alcol, sovrappeso.

l 40 per cento dei casi di per le donne e il 45 per cento tra gli uomini potrebbero esser prevenuti cambiando in senso salutista il proprio stile di : bevendo e fumando di meno e soprattutto perdendo peso. Lo ha constatato il piu’ esauriente studio del genere condotto in Gran Bretagna.

 

Cancer Research Uk, che ha commissionato la ricerca, ha calcolato che 134 mila persone potrebbero vedersi risparmiata la diagnosi di un se adottassero abitudini di piu’ sane. Il resta il maggior fattore di rischio con il 23 per cento dei casi di tra gli uomini e il 15,6 per le donne. Ma a sorpresa, metter su peso per una donna e’ risultato un fattore di rischio maggiore di al seno del consumo di alcolici. L’alimentazione e’ stata messa sul banco degli imputati del 9,2 per cento dei casi di malattia se nella dieta c’e’ troppo sale, carne rossa e troppo poche verdure, e . L’obesita’ a sua volta e’ colpevole nel 5,5 per cento dei casi ma sale al 6,9 (oltre diecimila diagnosi) nelle donne contro il 4,1 per cento degli

dicembre 10, 2011

Europa, l’industria del riciclo ci salverà dalla crisi economica.

volumi di riciclo in Europa

L’Europa è chiara: smettiamola di svendere alla Cina e al resto dell’Asia materie prime da riciclare. Teniamocele in Europa e avviamo un ciclo virtuoso di recupero come perno della Green economy: l’industria del riciclo può davvero risollevare l’economia europea.

L’analisi è pesante e è contenuta nel Rapporto Earnings, jobs and innovation: the role of recycling in a green economy redatto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente EEA. Si legge che i ricavi dal riciclo sono elevati e veloci e reggono la botta della crisi che stiamo vivendo:

Dal 2004 al 2008 il fatturato delle sette principali categorie di rifiuti riciclabili è quasi raddoppiata arrivando a oltre 60 miliardi di euro nell’Unione europea. A causa di un calo della domanda e di prezzo delle materie prime durante la recessione economica il fatturato del riciclo è diminuito stabilizzandosi alla fine del 2008 e nella prima metà del 2009. Il recupero è però iniziato.

Il riciclo è una procedura particolarmente preziosa per assicurare la fornitura di risorse critiche come i metalli rari, essenziali per l’UE, pioniere di nuove tecnologie. Le importazioni di rifiuti di metallo prezioso in Europa sono aumentate del 50% tra il 2000 e il 2009 – l’unico gruppo di materiali riciclabili, che e cresciuto notevolmente durante questo periodo.

Tuttavia ne sprechiamo ancora troppi e dunque accanto al riciclo diviene necessario un uso più razionale e ragionato di queste risorse.

dicembre 10, 2011

Conferenza sul clima a Durban: prolungati di 1 giorno i negoziati.

prolungati di un giorno i negoziati sui cambiamenti climatici

Per evitare che alla Conferenza sul Clima di Durban si realizzi un flop pazzesco, la commissione ha deciso di prolungare di un giorno i negoziati. Ma regna la confusione secondo quanto riferisce Marielle Court inviata de Le Figaro: i delegati sono con le valige pronte e i voli prenotati ma con ancora i documenti da approvare e ridiscutere. Non c’è uno straccio di accordo e secondo calendario il documento finale si sarebbe dovuto presentare stamane. Invece il documento sarà pronto, se tutto va bene, domani. Insomma con 24 ore in più e una maratona delle negoziazioni la presidenza sudafricana spera di convincere Cina, India e Stati Uniti a ridurre le emissioni di CO2.

India e Cina, economie in crescita non sono tanto disposte a sottrarre emissioni e lo sapevamo! Ma la vera sorpresa è Mr. Obama che ha perso tutta la sua allure green e si comporta peggio di uno dei due Bush petrolieri incalliti.

dicembre 10, 2011

Lettere aperta ai compagni anarchici.

Cari compagni anarchici. Non so se siete stati voi a ferire il Direttore di Equitalia, ma voglio farvi una domanda: credete veramente che con la violenza si possa sconfiggere il Potere? Diceva Pasolini nel famoso film Salò e le 120 giornate di Sodoma…L’unica vera, grande, assoluta Anarchia, è quella del potere.” Questo potere così grande così vario così multiforme è nello stesso tempo la perfetta sintesi di una enorme invincibile forza capace di annientare con ogni strumento la ribellione. Il potere è violenza distillata allo stato puro, per ogni manifestazione di violenza, esso  ne può mettere in campo una sempre maggiore e dove non produce effetto la violenza fisica attuata attraverso la repressione poliziesca lo può fare attraverso la congiura dei benpensanti o in mille altri modi. Ieri sera Giuliano Ferrara si è esibito ununa giaculatoria contro voi compagni e contro i pericoli della violenza. Siete avvisati verranno nelle vostre case vi arresteranno, violenteranno la vostra vita privata, terrorizzeranno le vostre famiglie e alla fine vinceranno loro: i Benpensanti. Non è con questa inutile e ormai ridicola forma di violenza che il Potere sarà sconfitto. Se siete in buona fede riflettete sul danno che fate a coloro che vorreste aiutare e che invece mettete in condizione di non poter protestare perchè la congiura dei bepensanti li bollerà come violenti. Se, invece  siete in mala fede vi dico che non è corretto servirsi del pensiero anarchico che comunque è un pensiero nobile;  non è corretto cambiare abiti e indossare il vestito che sembra andare di moda senza che a ciò corrisponda un vero cambiamento di idee o uno sviluppo in senso realmente libertario nei modi di pensare e di agire. Basta usare quattro slogan da antifascista,anticlericale, antiliberale , antiglobalista per sentirsi rivoluzionari, per sentirsi potenti contro il potere. ma non è così! Si tratta di slogan vecchi usati e consumati. la gente quella che a fine mese non ci arriva, quella che sta nelle fabbriche occupate i cui padroni sono fuggiti in Polonia, in Romania e che vanno a comprare il ferro in Cina, i precari che vengono sfrattati perchè non ce la fanno a pagare l’affitto, non vi credono. hanno paura di voi si ritraggono perchè hanno pserimentato sulla loro pelle l’inutilità di ogni forma di ribellione. Essi ogni giorno sono  vittime di una violenza subdola, piccola ma costante. giorno per giorno si sono abituati a fare delle piccole rinunce ed ogni giorno ne fanno un’altra, un’altra, un’altra.   Marx ha scritto: la storia si ripete, una prima volta come tragedia e una seconda volta come farsa. Adesso siamo alla farsa. Siamo alle frasi sgrammaticate, ai pensieri inesistenti, all’aria fritta, agli sproloqui verbali in cui ogni tanto compare la parola anarchia, e a voi compagni che con un inutile gesto di violenza contro un povero Cristo vi attributie il diritto di rappresentare gente che non vi capisce, con cui non sapete dialogare.Diceva Tolstoj nel proprio diario nel gennaio 1889: «Gli anarchici hanno ragione in tutto, solo non nella violenza» Proprio Tolstoj dava a voi compagni la soluzione per uscire da questo groviglio in cui da una parte non si combatte il Potere con la violenza, perchè si è destinati a soccombere  e dall’altra  non si può collaborare con il Potere come oggi fa il PD, perchè questo porta alla sconfitta di ogni forma di pensiero libero, dei deboli, degli operai, delle classi oppresse.Tolstoj per compobattere il Potere vedeva due sole «vie d’uscita». La prima, propria di nichilisti e anarchici, consisteva «nello spezzare la violenza con la violenza, con il terrore, con le bombe e la dinamite, con il pugnale», e in questo modo «sconfiggere, fuori di noi, questa congiura dei governi contro i popoli». L’altra soluzione era quella delle riforme: trovare cioè «un accordo con il governo facendogli delle concessioni e, partecipando a esso, pian piano sgrovigliare la rete che lega il popolo e liberarlo». Entrambe, scrive Tolstoj nel suo diario, «sono false». Nel primo caso, la violenza rende più forte la reazione perché si aliena l’appoggio dell’opinione pubblica, l’unica forza su cui contare. Nell’altro, i governi «concedono solo ciò che non intacca la sostanza»: attirano «i dissidenti», li rendono inoffensivi, e alla fine li impiegano «al servizio degli obiettivi dei governi, cioè dell’oppressione e dello sfruttamento del popolo». E’ un’analisi che sembra scritta per il periodo storico che stiamo vivendo. 

Ebbene la  «via d’uscita» cui pensava Tolstoj era affidata alla coscienza dei singoli individui, e si basava sul rifiuto della violenza e della menzogna, sul pensiero indipendente e libero, e sulla non collaborazione con il governo. Si trattava di «combattere il governo con l’arma del pensiero, della parola, dell’esempio di vita, senza fare concessioni al governo, senza entrare nelle sue file, senza contribuire all’aumento della sua forza». Se c’è qualche possibilità di «sbrogliare questa situazione paurosa, lo è solo grazie agli sforzi dei singoli individui» Il Potere ritrova sempre una gisutificazione alla propria violenza, ma mai a quella degli altri. Allora che fare? La prima cosa è porsi  delle domande.Come comporendere la crisi economica?  Quali sono le alternative per una sinistra anticapitalista e da parte dei movimenti che stanno alla sinistra del PD ? Grandi economisti di sinistra ci hanno detto che viviamo una grande crisi del capitalismo neoliberale che produce sconvolgimenti politici rapidi e spettacolari.Quale alternativa? L’unica alternativa possibile da parte della sinistra italiana è quella di costruire faticosamene ogni giorno  un alternativa al sistema capitalistico attuale, e trovare gli strumenti di mobilitazione e di lotta per pote far anvanzare un progetto di una società diversa dall attuale.Ovviamente le risposte dovranno essere diverse perchè non sipotrà rispondere in termini di sol dell’avvenire , ma viceversa bisognera dare risposte immediate e risposte più avanzate di traformazione radicale della società.L’idea fondante dovrà essere non quello di abbattere con la violenza lo Stato bensì quella di difendere la situazione materiale di milioni di persone. Questa situazione, fatta di diritti acquisiti è stata costruinta con decenni di lotte sindacali e non può essere svenduta in nome di un  salvataggio probabilmente inutile ed impossibile dell’euro.  Se gli Stati vogliono salvare l’Euro lo facciano a spese di quelli che hanno determinato la situazione attuale non  a spese dei loavortori, dei pensionati, degli studenti, dei precari.Ciò implica la nrecessità di difendere con ogni mezzo ogni posto di lavoro imedendo i licenziamenti di massa che avvengono ogni giorno nell’industria, ciò implica la necessità di trovare gli strumemnti per creare nuovi posti di lavoro reali, attraverso l’uso del sistema delle coperative, per esempio.Vanno difei i livelli salariali e le pensioni, la casa l’istruzione in una parola spostare l’asta dell’iniziativa politica verso una reale redistribuzione della ricchezza. Per ciò che riguarda il settore bancario e finanziario, è necessario ottenere la stessa combinazione di misure immediate e parziali e transitorie. Il primo blocco di proposta comprende misure come l’abolizione del comma 56 del libro III del trattato di Lisbona sulla libera circolazione dei capitali, le imposte sui dividendi, la revoca del segreto bancario, tagliare i legami con i paradisi fiscali. Non è un caso che ne Monti ne gli latri leaders europei parlino mai di questi argomenti e misure, perchè questo significherebbe rinnegare il sistema capitalistico nella sua versione più perversa: il neoliberismo. Sul piano transitorio io ritengo che la questione della nazionalizzazione sia centrale. le banche e le assicurazioni debbono essere nazionalizzate senza indennizzo o con indennizzi minimi il tutto sotto la supervisione dei dipendenti e degli utenti.

Chi è socialista come me si pone il problema del superamento della attuale situazione di crisi in funzione di una prospettiva socialista in senso globale. Ora, ovviamente questa è una componente essenziale della risposta globale alla crisi. Per dare questa risposta non serve ed è controproducente la vostra violenza compagni anarchici perchè  dobbiamo considerare che oggi noi sismo espropriati della sovranità politica per l’esercizio della vera democrazia e dobbiamo organizzarci per riappropriarci di tale sovranità. dall’altra parte dobbiamo pensare ad una a riorganizzazione dell’economia che porti alla  soddisfazione sociale dei bisogni e non alla espropriazione dei diritti dei lavoratori.E’ di questo che potrebbe aver paura il potere, non delle bombe che anzi, come la storia ci insegna, sono sempre servite a reprimere i diritti e a far consolidare lo status quo e il trionfo dei moderati.

Beppe Sarno