Venezia ricava energia elettrica dal moto ondoso.

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Venezia, il mare, la laguna dal fascino indiscusso. Ma cosa succederebbe se le acque fossero utilizzare per produrre energia elettricapulita a costo zero? Il moto ondoso potrebbe davvero dare vita all’energia? A rivelare il progetto è stato il Comune di Venezia, a Rimini, in occasione di Ecomondo, insieme ad AGIRE, l’ Agenzia Veneziana per l’Energia.

Con la collaborazione di privati che detengono dei brevetti propri (GIANT e WEM), il Comune ha avviato la sperimentazione, utilizzando le onde per generare energia pulita. I primi risultati saranno valutati nell’estate del 2012, a un anno dall’installazione.

2 commenti to “Venezia ricava energia elettrica dal moto ondoso.”

  1. Che con le onde del mare si possa generare energia elettrica, non deve più essere una domanda, ma da anni è una certezza.
    Già nel 1999 con il suo “A Brief Review of Wave Energy” predisposto per “The UK Department of Trade and Industry”, T. W. Thorpe, determinava come primarie per il futuro le energie provenienti dal mare.
    Le tecnologie dovevano, quindi, rivolgersi ad una serie di primari sistemi riferibili alle onde e alle maree, nonché alle correnti marine.
    Penso che dopo oltre un decennio, da tale relazione di Thorpe, in cui tecnologie allora già presenti ed ulteriormente in fase di sviluppo e tecnologie nuove che si affacciano sul mercato, sia possibile oggi valutare al meglio sistemi e rese.
    Le proposizioni di tecnologie, come in tutti gli ambiti, devono tenere conto delle capacità produttive, e dell’impatto ambientale, della produzione di CO2, e dell’eventuale presenza di radiazioni.
    Le voci che riguardano impatto ambientale, CO2, radiazioni, sono voci che in genere non sono riferibili ai sistemi per produzione da tecnologia marina, e tranne i sistemi a bacino, riferibili allo sfruttamento delle maree, le tecnologie hanno un impatto ambientale in genere praticamente assente.
    Oggi le tecnologie, buone, devono consentire un’ottima produzione energetica, nucleare e idroelettrica hanno percentuali di resa/rendimento del 30/35%, il Fotovoltaico del 12/14%, l’Eolico On Shore 18/20%, bisogna, quindi, che le nuove tecnologie marine si confrontino con tali valori.
    Bisogna, perciò, essere chiari su quanto produce un sistema, e dare precise indicazioni per consentire di parametrare fra loro le varie proposte.
    Data quindi l’importanza che in questo periodo assumono queste tecnologie, e data la necessità di essere positivamente propositivi, vorrei farVi presente che tecnologie marine altamente produttive esistono già, e hanno percentuali minime produttive del 60%, con moto ondoso medio di un metro d’altezza e frequenza di cinque secondi.
    Anche in Italia, solo da pochi mesi, l’ENEA ed altri hanno iniziato, in vari convegni, a produrre documenti ufficiali sulle grandi possibilità che le aree marine offrono.
    Chi fosse quindi interessato, in relazione a sistemi per la produzione da moto ondoso, chieda pure, e non si limiti a dubitare se esista o non esiste la possibilità di produrre energia dal mare, di cui l’Italia è fortunatamente bagnata, anche perché il kW prodotto è fra i meglio pagati dal GSE, 0,34 €.
    Cordiali saluti, Piccinini G. Raoul. luoar@libero.it

  2. Alla C.A: redazione di “QUADERNI SOCIALISTI”.

    In relazioni alle considerazioni e continue affermazioni che si leggono quasi quotidianamente riguardo alle tecnologie da rinnovabile marine per la produzione d’energia rinnovabile, considerate sempre “NON MATURE”, Vi chiedo se siete disposti ad appoggiare una mia semplice idea.
    Vorrei lanciare una sfida fra rinnovabili, in cui ognuno sceglie in Italia i siti che ritiene opportuni, ed in futuro utilizzabili, quindi porre in essere delle istallazioni.
    La sfida consiste nel mettere in mare un sistema, (brevetto Italiano), TRITON da 7 kW, contro un sistema Eolico da 20 kW, ed un Fotovoltaico da 30 kW.
    Dopo un mese, di produzione dal vero, controllare quanta energia i vari sistemi, posizionati nei rispettivi siti, hanno prodotto, e con quale percentuale.
    Siccome moltissimi continuano a parlare d’innovazione, d’idee, di brevetti, strategie, innovazione, rientro dei cervelli dall’estero e diminuzione della fuga di quelli che ne hanno una mezza o totale intenzione d’andarsene, nonché di tempi lontani per sistemi legati alle rinnovabili performanti, e parlano molte volte dell’Italia con sufficienza, dalla serie facciamo una semplice verifica tecnica, dal vero, cosa c’è di meglio se non una sfida fra rinnovabili.

    Resto in attesa di eventuali controdeduzioni.
    Con i più cordiali saluti, Piccinini G. Raoul.
    luoar@libero.it

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