Archive for settembre 21st, 2011

settembre 21, 2011

Quali sono i geni coinvolti nella metabolizzazione del grasso corporeo. E quando essi si esprimono.

Un team internazionale di scienziati ha scoperto 30 nuovi che controllano l’età in cui le ragazze raggiungono la maturità sessuale. Inoltre, molti di questi sono noti per essere coinvolti nella metabolizzazione del corporeo. Le scoperte potrebbero spiegare perché alcune ragazze raggiungono la pubertà in età più giovane rispetto ad altre, nonché contribuire a prevenire alcuni dei problemi di salute associati all’obesità.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, ha coinvolto 175 ricercatori provenienti da oltre 100 istituzioni di tutto il mondo, ed è stato in parte finanziato dall’UE.

La maggior parte delle ragazze raggiungono la pubertà tra gli 11 e i 14 anni di età. Lo stato nutrizionale incide notevolmente sull’età in cui una ragazza avrà le sue prime : le ragazze più pesanti le avranno in età più giovane rispetto a quelle più leggere. La questione è importante in quanto le ragazze che soffrono di pubertà precoce hanno un rischio maggiore di andare incontro a una vasta gamma di problemi di salute, tra cui il cancro al seno, il tumore dell’endometrio, l’obesità, il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari.

Tuttavia, l’età del (ovvero delle prime ) ha anche una componente genetica; gli studi sui gemelli e le famiglie suggeriscono che il 50% della variazione nei tempi di può essere attribuito a fattori genetici.

Gli scienziati hanno già individuato due associati all’età del . In questo studio, il team ha analizzato 32 studi di associazione sull’intero genoma (GWAS) su oltre 87.000 donne di origine europea che vivono in Europa, Australia e Stati Uniti. Le loro scoperte sono poi state confermate da un ulteriore studio che ha coinvolto quasi 15.000 donne.

settembre 21, 2011

Napoli, il bilancio di Tommaso Sodano a 100 giorni di lotta alla monnezza.

Tommaso Sodano vice sindaco di Napoli nonché assessore all’ambiente dal suo blog tira le somme dei primi 100 giorni di governo di Napoli, iniziati nel pieno dell’emergenza rifiuti. Scrive Sodano:

Il primo impegno è stato quello di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città. Il primo step di questo impegno si chiuderà a dicembre 2011 quando si passerà dai 140.000 a 325.000 abitanti serviti dal porta a porta. Per il 2012, infine, con l’accordo scritto con il Ministero dell’Ambiente ed il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), c’è l’impegno di portare a ben 600.000 gli abitanti serviti dal porta a porta.Il quadro delineato dalla delibera è ben più vasto difatti identifica non solo nel riciclo ma anche nella prevenzione e nella riduzione i punti fondanti su cui investire.

La spazzatura napoletana raccolta in questi 100 giorni sarà portata in Olanda e trattata in impianti a Amsterdam, in alto il video. Ma al di la delle ordinanze che vietano agli esercenti la vendita di bottiglie di plastica e imballaggi vari e le isole ecologiche mobili dove andare a depositare i rifiuti, c’è una parte più complessa da affrontare: ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e far si che i rifiuti non siano considerati solo monnezza ma risorsa. Insomma, il ripristino della normalità e della legalità non è una faccenda facile in Campania, regione strozzata dallo strapotere delle ecomafie. Ci sono complicità, connivenze e lassismo che non giustifico, ma me lo spiego con il video che ho messo dopo il salto.

settembre 21, 2011

Bike Sharing: se il casco è obbligatorio il fallimento è inevitabile.


Il Bike Sharing promosso amministrazioni cittadine di tutto il mondo è ovunque un successo, anche oltre le previsioni più rosee, ma ci sono un paio di clamorose eccezioni: Seattle e Melbourne. La responsabilità di questi fragorosi fallimenti sarebbe da individuare nelle leggi locali che impongono di indossare il casco anche quando si viaggia in bicicletta. L’esempio più clamoroso è quello della città australiana nella quale a fronte di 600 bici messe a disposizione l’utilizzo è fermo a 70 “viaggi” al giorno.

A Dublino, con 450 bici, si viaggia sulla cifra di 5000 utilizzi giornalieri. Una disastro simile si registra anche nella capitale dello Stato di Washington con la municipalità che sta cercando di metterci una pezza regalando 500 caschi agli utenti registrati al servizio e offrendo sconti per l’acquisto nei negozi locali per chi aderisce d’ora in avanti.

Il dubbio è amletico: la legislazione che regola la sicurezza dei trasporti, anche in bicicletta, va derogata se nel frattempo ci si è posti il nobile obiettivo di favorire una mobilità sostenibile? Il buonsenso suggerirebbe di sì sempre guardando alle statistiche del bike sharing di Dublino: con un milione di viaggi sulle bici messe a disposizione non è stato ancora registrato un singolo caso di incidente fra gli utilizzatori.