“Fukushima città di morte”: la frase costa le dimissioni al ministro Yoshio Hachiro

lanterne a soma città a 100km da fukushima

Sei mesi fa, l’11 marzo 2011, il terremoto prima, tsunami poi e incidente nucleare a Fukushima Daiichi. Nella città di Soma nella Prefettura di Fukushima, (la foto in alto di Japan Today) i cittadini, per commemorare le vittime, hanno librato nel cielo centinaia di lanterne. L’immagine è molto poetica e vuole portare un po’ di dolcezza in tutta questa amara vicenda.

A amareggiare ulteriormente, infatti le dimissioni del ministro all’economia, Yoshio Hachiro rassegnate dopo aver pronunciato, durante la conferenza stampa di venerdì, alla fine della visita alla città di Fukushima:

Purtroppo, non c’era un’anima viva per le strade. Questo ricordava una città di morte.

Non solo, ma dopo aver visitato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi fa il gesto di strofinare la sua giacca contro quella di un giornalista spiegandogli che così lo avrebbe contaminato con le radiazioni.

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