Aids: verso il vaccino.

Due anni fa, un equipe di scienziati italiani ha scoperto come può essere importante l’azione della proteina P17 nel bloccare progressivamente il proliferare del virus HIV, consentendo così la stimolazione delle difese immunitarie che vengono inibite dall’azione dello stesso virus. Questo è solo uno dei tasselli del puzzle che da anni, molti ricercatori e scienziati cercano di compiere, un costrutto di non facile portata che ha come scopo quello di sconfiggere l’HIV.

“La peste del duemila”, come viene definito da molti, è il virus dell’immunodeficienza umana, virus che  prende il nome di AIDS nel caso in cui si parli di immunodeficienza acquisita. La prima diffusione di questa immunodeficienza sembra risalire al ventesimo secolo quando, in Africa,  un retrovirus animale subì una mutazione che in seguito alla contaminazione dell’uomo provocò una vera e propria epidemia. Le modalità di trasmissione sono diverse: vi è quella ematica, quella verticale (madre-figlio) e quella sessuale, di cui quest’ultima risulta essere la fonte di trasmissione più diffusa, anche in Occidente. Tuttavia, un altro veicolo di trasmissione assai importante, e non sottovalutabile, è il sangue. Quest’ultimo rappresenta il motivo di contagio determinante soprattutto tra i tossicodipendenti, in quanto è tramite il riuso di siringhe che il sangue infetto viene a contatto con quello della persona esente dal virus.

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