Archive for luglio 15th, 2011

luglio 15, 2011

Una manovra che colpisce la famiglia e i ceti più deboli.

Il Berlusconi IV non doveva essere il governo dell’amore e della famiglia? Eppure, gli emendamenti alla manovra rappresentano l’antitesi di quel sistema. Un esempio è il taglio lineare (5% nel 2013 e 20% nel 2014) sulle 483 agevolazioni fiscali-assistenziali oggi esistenti.
Si tratta di un intervento massiccio che toccherà direttamente le famiglie italiane beneficiarie delle facilitazioni in materia tributaria: fra le numerose voci vengono colpiti i nuclei con figli a carico, le spese per l’istruzione, quelle mediche e per gli asili nido. A essere colpiti saranno anche i bonus per le ristrutturazioni edilizie, il terzo settore, le Onlus, l’Iva, le accise e i crediti d’imposta. Ma questa non è l’unica misura che tocca le tasche degli italiani. Da lunedì, infatti, vengono introdotti i nuovi ticket sanitari, sarà innalzata l’età pensionabile, verranno rafforzati i parametri del patto di stabilità interno.
Partiamo dal ticket sanitario: sarà di 10 euro per le visite specialistiche e di 25 euro per l’assistenza di pronto soccorso col codice bianco. Il pagamento aggiuntivo sulle prestazioni diagnostiche, istituito dal governo Prodi nel 2007, era stato rinviato di anno in anno trovando coperture alternative. Attraverso il ticket (dice il ministero della Salute Ferruccio Fazio) si vuole ridurre l’incremento delle risorse del Servizio sanitario nazionale per il 2011 dai 486,5 milioni di euro originari a 105 milioni, con un risparmio di 381,5 milioni. In realtà la compartecipazione alla spesa per le prestazioni specialistiche è già applicata in tutte le regioni. Il rischio, però, è che questi ticket aumentino ancora. Questione un po’ più complessa per il pronto soccorso: su 30 milioni di accessi annuali ai servizi di prima assistenza, circa 7 milioni e mezzo vengono classificate con il codice bianco, che non richiede il successivo ricovero. Anche in questo caso ogni ente territoriale segue regole proprie, ma alcune regioni prevedono l’applicazione della quota fissa nazionale di 25 euro: nella provincia autonoma di Bolzano e in Campania la cifra è di 50 euro.

luglio 15, 2011

Povertà: ISTAT, oltre 8 milioni di poveri in Italia nel 2010

Allarme povertà in Italia nel 2010. Sono oltre 8 milioni (8 milioni 272 mila), pari al 13,8% dell’intera popolazione, le persone che si trovano in una condizione di povertà nel nostro paese, secondo quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT. Un quadro che permane drammatico se si considera la dimensione familiare, infatti l’Istituto nazionale di statistica rileva come, sempre nel 2010, sono 2 milioni e 734 mila le famiglie, l’11% di quelle residenti, che risultano in condizione di povertà relativa. L’Istituto spiega che si tratta di quelle famiglie che sono cadute al di sotto della linea di povertà relativa, che per un nucleo di due componenti è pari ad una spesa mensile di 992,46 euro. Altrettanto alto è il numero delle famiglie in condizioni di povertà assoluta, che ammontano a 1 milione e 156 mila, il 4,6% di quelle residenti, per un totale di 3 milioni e 129 mila persone (il 5,2% della popolazione residente). Si considerano assolutamente povere, fa sapere l’ISTAT, le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore a quella minima necessaria per acquisire l’insieme di beni e servizi considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile, ossia si tratta dei “più poveri tra i poveri”.

luglio 15, 2011

Storica vittoria del popolo Palestinese.

Dietro la decisione, che ha spiazzato Israele e Usa, c’è l’attivismo politico del nuovo segretario generale Nabil el Arabi. Diplomatico egiziano, per alcuni mesi ministro degli Esteri del dopo-Mubarak, è l’uomo che sta facendo la differenza nel nuovo mondo arabo delle rivoluzioni

Nessun compromesso, nessun cedimento alle pressioni sempre più forti da parte di Israele e degli Stati Uniti per evitare, a settembre, il riconoscimento dello Stato di Palestina. La Lega Araba ha sciolto la riserva, ieri, nella riunione del comitato per l’iniziativa di pace tenutasi a Doha, anche alla presenza del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas. L’organizzazione regionale degli Stati arabi chiederà il pieno riconoscimento della Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, presentando una richiesta sia all’Assemblea Generale sia al Consiglio di Sicurezza.

Il contenuto del documento, che la Lega Araba dovrebbe votare nel vertice di sabato prossimo al Cairo, è stato reso noto in una conferenza stampa nella capitale del Qatar da Nabil el Arabi, nuovo segretario generale dell’organizzazione. Non si tratta di un semplice dettaglio di cronaca. Nabil el Arabi si sta qualificando sempre più di più – e la decisione ne è l’ennesima riprova – come l’uomo che sta facendo la differenza nel nuovo mondo arabo delle rivoluzioni. Il diplomatico egiziano, per alcuni mesi ministro degli esteri del dopo-Mubarak, conferma, infatti, il suo attivismo nel conflitto israelo-palestinese. Appena due mesi fa, era stato proprio el Arabi il grande mediatore dell’accordo di riconciliazione tra le due principali fazioni palestinesi, Fatah e Hamas, firmato il 4 maggio al Cairo.