Shoa, è morto Romeo Salmonì Ispirò il film di Benigni.

Lui era tornato. Ed ha avuto una vita molto più lunga e felice di chi avrebbe voluto ucciderlo. ‘Ho sconfitto Hitler’, così aveva intitolato un libro sulla sua incredibile esistenza. Sessantasette anni dopo il viaggio verso Auschwitz, Rubino Romeo Salmonì è morto nella sua Roma, a 91 anni. Era uno degli ultimi superstiti della comunità ebraica sconvolta dal rastrellamento nazista durante la Seconda guerra mondiale.

Sfuggito alle Ss il 16 ottobre del ’43 nella razzia del Ghetto, era stato catturato dalla polizia fascista sei mesi dopo. Via Tasso – la camera di tortura per gli oppositori e i resistenti -, il carcere di Regina Coeli, quindi il lager. Non morì Salmonì e tornò a casa nel 1945. A Roma ritrovò i genitori, ma non i fratelli Angelo e Davide, uccisi dai nazisti. Due dei suoi sei fratelli, tutti maschi (lui era il quinto).

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