Il Pdl va a picco.

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Nella «macchina delle sberle» che si è messa in moto contro il governo, l’ultima arriva da Avvenire. Proprio mentre la Lega si affanna a ripetere che non ne prenderanno più, il titolo del quotidiano dei Vescovi evoca esplicitamente sonori ceffoni. Un editoriale affatto tenero con il centrodestra: «La macchina delle sberle si è messa in moto – scrive il direttore Marco Tarquinio – Colpisce l’esecutivo ma potenziali destinatari sono tutti i protagonisti della vita politica» (anche l’opposizione). È al via «una fase nuova», nei «passaparola in piazza e su internet c’è una crescente insofferenza per la qualità della politica». E un contributo al cambiamento «è venuto e potrà ancora venire dai cattolici, che hanno le idee chiare su ciò che negoziabile non è».

Messaggio chiaro. Musica per le orecchie di Casini. Ieri consiglio dei ministri dimezzato, con Berlusconi a Milano per i funerali di Romano Comincioli, e Bossi assente. Oggi la fiducia sul decreto Sviluppo. Nel PdL la sindrome da accerchiamento è in pieno sviluppo. I sondaggi riservati certificano impietosi che se si votasse domani il centrodestra perderebbe. La fase delle cene di corrente è stata sostituita da una ridda di incontri, colloqui, tete à tete. Ieri i ministri quarantenni di Liberamente, con Frattini sondato dal premier per il posto di Guardasigilli (sempre meno ambito, dopo che il calcione sul legittimo impedimento rende la giustizia maneggevole quanto una centrale nucleare).

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