Contrattazione sociale e territoriale uno strumento di difesa dagli effetti della crisi.

Il tessuto non solo economico ma anche sociale del paese è stato colpito violentemente da una crisi che ha aggravato la condizione materiale delle persone, sia per quanto riguarda il profilo del lavoro sia per le condizioni generali di vita. Questo stato di cose ha inevitabilmente caratterizzato la contrattazione sociale territoriale che si è resa un potente strumento di risposta, seppur declinato in un’ottica prevalentemente difensiva ma quasi sempre condotta unitariamente con CISL e UIL. Un’attività negoziale che ha raggiunto lo scorso anno milioni di persone per sostenere i loro redditi azzerati o falcidiati dalla Cassa integrazione e per integrare quelle politiche di welfare vessate dai tagli lineari delle manovre economiche. E’ questo in estrema sintesi il quadro che emerge dal ‘Secondo Rapporto sulla Contrattazione Sociale Territoriale’ a cura dell’Osservatorio sulla Contrattazione Sociale (Ocs), costituito dalla CGIL e dallo SPI, con il contributo dell’IRES.

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