Insufficienza renale: un ace-inibitore abbassa il rischio di progressione

Un Ace-inibitore abbassa notevolmente il rischio di progressione verso la fase terminale dell’ in tutte le categoriedi peso, ma l’effetto è maggiore nei pazienti obesi

 

Oggi l’obesità è considerata la causa più frequente di cronica, tanto che il rischio di contrarla risulta più che triplicato nei soggetti con obesità lieve (indice di massa corporea, Imc, tra 30 e 35 Kg/m2) e addirittura sette volte maggiore in quelli con obesità severa (Imc maggiore di 40 Kg/m2). Nonostante la frequenza della malattia cronica legata all’obesità, la ricerca specifica sui farmaci che possono ridurre e/o prevenire il danno negli obesi è ancora molto limitata. Uno studio condotto dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR (Ibim-CNR) in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Bergamo e pubblicato sul Journal of American Society of Nephrology indica però che una possibilità di ridurre il rischio di incorrere in questa grave coplicazione potrebbe venire dagli .

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