Dopo gli applausi la Thyssen se ne va.

I tedeschi pronti ad andarsene da Terni. Ma non dovevano continuare ad investire?

L’associazione degli industriali aveva spiegato ieri che l’applauso orribile con il quale era stato accolto durante l’assise di Confindustria, l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Espenhahn era riferito alla sua promessa di continuare ad investire in Italia, nonostante (sic) la sentenza di Torino. Ebbene, oggi si certifica che Marcegaglia & Co. sono dei boccaloni. Da Repubblica, a firma di Roberto Mania:

I tedeschi della ThyssenKrupp potrebbero vendere lo stabilimento degli Acciai speciali di Terni, dove lavorano quasi 3 mila persone, e quindi andarsene dall’Italia. È una delle possibilità previste dal piano di ristrutturazione globale del gruppo approvato il 5 maggio scorso, che prevede lo scorporo dalla conglomerata delle produzioni dell’acciaio Inox (quello che si fa anche nell’impianto umbro) e di quelle legate al settore automotive, per un totale di 10 miliardi di fatturato l’anno. Salteranno 35 mila posti di lavoro nel mondo su un totale di circa 180 mila addetti. Un piano del tutto indipendente rispetto alla sentenza della Corte d’Assise di Torino che ha condannato l’amministratore delegato della divisione italiana, Harald Espenhahn, a sedici anni e mezzo per la strage del 2007 nell’impianto torinese dove morirono bruciati sette operai.

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