Il vizietto di D’Alema.

Arriva uno stralcio del fascicolo sulle mazzette al colosso di Guarguaglini: un imprenditore parla di soldi trasferiti ai Democratici e ad Italianieuropei.

All’interno del “sistema” delle tangenti Finmeccanica, sistema che è a processo davanti ai giudici di Roma nelle persone del leader del colosso di Stato delle armi e della tecnologia, Pierfrancesco Guarguaglini, e del superconsulente Lorenzo Cola con accuse di tangenti e fondi neri, spunta il rosso. Il rosso della sinistra, dell’opposizione di centrosinistra, del Partito Democratico e di Massimo d’Alema, che con la sua fondazione, Italianieuropei, rischia di rimanerci impigliato. Sono le dichiarazioni di un “pentito” che, in inchieste di questo genere, altri non è che un imprenditore, a costituire un vero e proprio rischio per il think tank del “riformismo europeo” guidato dall’ex presidente del Consiglio.

FINMECCANICA ROSSA – Pio Piccini, arrestato nell’ambito del crack di Eutelia, l’azienda romana che ha lasciato per strada moltissimi lavoratori, è accusato di bancarotta fraudolenta. E, ai pubblici ministeri, racconta una trattativa con Finmeccanica mediata da un amico di D’Alema coinvolto nel salotto buono della Fondazione Italianieuropei.

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