Archive for aprile 3rd, 2011

aprile 3, 2011

Otis Redding: Otis Redding Sings Soul

Questo album pose Otis sulla via del successo. L’apice fu il festival di Monterrey nel 1967 quando entusiasmò un pubblico prevalentemente bianco con pezzi come “Try a little tenderness”che finiva con le parole crudelmente profetiche:”Ora devo andare, ma non voglio.” Otis morì il 10 dicembre 1967 a seguito di un incidente aereo, il suo aere infatti si schiantò sul lago Monona in Wisconsin.

aprile 3, 2011

Belpietro e Berlusconi

Belpietro: “Berlusconi si difende con i mezzi di cui dispone”.

Si chiamano euro.

aprile 3, 2011

Berlusconi inviato di Dio

Berlusconi: “È l’Europa che ce l’ha chiesto”.

Almeno i Blues Brothers avevano un mandante più credibile.

aprile 3, 2011

La via per la santità.

Big Bang di Massimo Cavezzali

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aprile 3, 2011

Antiossidanti: guerra aperta ai radicali liberi

Ne parlano tutti, ma vediamo di cosa esattamente stiamo parlando, i radicali liberi sono generati dall’organismo come conseguenza di numerose reazioni biochimiche, i radicali sono molecole (o atomi) molto reattive che danneggiano le strutture cellulari attraverso l’ossidazione di componenti delle cellule. Si accumulano per l’eccesso di proteine e grassi saturi nell’alimentazione, il fumo, l’esposizione all’inquinamento atmosferico ed alle radiazioni solari, l’abuso di farmaci o alcool e in alcune condizioni patologiche come ad esempio gli stati infiammatori e il diabete.

aprile 3, 2011

Antidolorifici: il pessimismo li rende meno efficaci.

L’effetto placebo funziona eccome, ma anche in senso negativo. In parole semplici, se il “pensiero positivo” del malato sul farmaco che sta prendendo ne potenzia l’effetto, il pessimismo fa esattamente il contrario, neutralizzandone l’azione curativa. Questo è quanto sostiene uno studio condotto da un gruppo di ricercatori inglesi, secondo i quali i benefici degli antidolorifici potrebbero essere moltiplicati o spazzati via, agendo sulle aspettative del malato.

aprile 3, 2011

Quarto conto energia: la bozza dei nuovi incentivi al fotovoltaico ancora non arriva alle Regioni

Presenteremo i nostri emendamenti al decreto attuativo del Decreto Romani non appena vedremo la bozza che è stata preparata, la stiamo attendendo“. Così si è epresso ieri Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni, al termine dellincontro di ieri.

Abbiamo già visto le opinioni emerse e le problematiche di alcune Regioni, legate al settore delle energie rinnovabili. E’ evidente , dunque, che il Governo, pur avendo promesso di presentare quanto prima il testo alle Regioni, si trovi adesso in ritardo e speriamo, comunque, che il testo del Quarto Conto Energia sia approvato, come promesso dal Ministro Prestigiacomo, entro il 10 Aprile. Anche il Ministro Romani ha assicurato che il Governo sta lavorando alacremente per rispettare le scadenze. Ce lo auguriamo anche noi e, senza dubbio, anche gli imprenditori dellle energie rinnovabili e del fotovoltaico in particolare, fortemente penalizzati dal protrarsi di un periodo di incertezza normativa dopo l’approvazione del decreto Romani.

aprile 3, 2011

Terremoto Giappone, Fukushima: confermata la radioattività delle acque marine antistanti la centrale

E’ confermato dal governo giapponese: acqua con elevati livelli di radiazioni sono penetrati in mare attraverso una falla del reattore n ° 2 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

L’acqua è fuoriuscita in mare da una crepa di 20 centimetri dalla scatola dove sono immagazzinati i cavi di alimentazione, ha riferito l’agenzia per la sicurezza nucleare governativa, aggiungendo che la TEPCO, è pronta a chiudere la frattura con del calcestruzzo. “Dovremo anche verificare se ci sono crepe negli altri reattori il più presto possibile”, ha aggiunto un funzionario governativo.

Il livello di radiazione nella fossa al reattore numero 2 è stata più di 1.000 millisievert per ora, secondo l’agenzia.

aprile 3, 2011

Vendola: «Ecco le contraddizioni della gestione leghista».

A Manduria sta saltando la tendopoli, è priva di governo, stanno esplodendo tutte le contraddizioni legate alla natura ambigua di un luogo nato come un ibrido tra il contenimento forzoso e l’accoglienza».

Nichi Vendola risponde al telefono da Manduria, proprio mentre i migranti stanno fuggendo dalle tende. Il governatore ha appena concluso una manifestazione nella cittadina salentina.

Per cosa manifestava?
«Per ringraziare una cittadinanza che ha dato ancora una volta una prova di solidarietà e dignità: qui le famiglie hanno aperto le loro porte per consentire una doccia a ragazzi che non potevano lavarsi da 4 giorni».

Perchè la tendopoli è saltata?
«Il problema è la distinzione tra profughi e clandestini che sta alla base della furia ideologica con cui la Lega, e il ministro Maroni, stanno gestendo questa emergenza. È il loro celodurismo che ha prodotto prima il disastro di Lampedusa e ora quello di Manduria. E pensare che siamo solo a poche migliaia di arrivi, mica come quando saltò l’Albania e vedemmo un intero popolo approdare sulle nostre coste».

aprile 3, 2011

LIBIA, 68 CORPI RECUPERATI IN MARE.

Una settantina di cadaveri, quasi certamente di migranti morti durante una traversata verso le coste italiane, sono stati recuperati davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. La notizia, che risale a giovedì scorso, è stata confermata all’ANSA da padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei Gesuiti per i rifugiati a Malta, che ha detto di averla appresa da alcuni profughi eritrei che si trovano ancora in Libia.
I corpi sono stati sepolti nella stessa giornata di giovedì senza che fossero stati riconosciuti. Le vittime potrebbero far parte del gruppo di 68 migranti, in gran parte somali ed eritrei, partito dalle coste libiche e di cui non si avevano più notizie dal 25 marzo scorso. A dare l’allarme era stato don Mosè Zerai, presidente dell’agenzia Habesha che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il sacerdote aveva ricevuto una richiesta di aiuto lanciata attraverso un satellitare dagli immigrati che avevano riferito di trovarsi in difficoltà, senza viveri e con poco carburante.