Bersani svegliati. Prima che sia troppo tardi.

Che cosa aspetta il Partito democratico a chiedere le dimissioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni? Che cosa aspetta il segretario del maggior partito d’opposizione, Pier Luigi Bersani, a rendere atto politico, concreto, visibile le parole di indignazione da lui pronunciate contro il governo, contro il titolare del Viminale, contro il capo della Lega Nord Umberto Bossi? Quasi due mesi fa, agli albori di quella “primavera araba” che – quella sì – ci aveva colto tutti impreparati, il ministro dell’Interno, ancor prima di compiacersi delle ribellioni e delle richieste di libertà e democrazia, aveva pronosticato «un esodo biblico». Era pienamente consapevole, quindi, di quel che sarebbe potuto accadere. È legittimo pensare – di conseguenza – che se non ha agito, se non ha provveduto con la prontezza necessaria, sia stato spinto da un disegno politico a dir poco cinico e interessato.I dirigenti del Pd tutto questo lo sanno bene. E allora che aspettano? Che aspettano a chiedere che Roberto Maroni lasci il Viminale? Non è così che dovrebbe comportarsi un’opposizione seria e responsabile? Che cosa avrebbero fatto dall’opposizione il Pdl e la Lega? Pensate che si sarebbero fatti sfuggire l’occasione per una battaglia senza esclusione di colpi e per chiedere le immediate dimissione del responsabile di una situazione insostenibile? Si può star certi che non si sarebbero limitati alle parole, che possono essere dure e indignate, quali sono state quelle di Bersani, ma che, soprattutto se pronunciate dal segretario del maggior partito di opposizione, per essere credibili devono essere seguite dai fatti.

Così non è avvenuto. E allora che senso ha gridare “Vergogna”, se poi con il nostro silenzio ci rendiamo complici di questi comportamenti?

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2 Responses to “Bersani svegliati. Prima che sia troppo tardi.”

  1. Amico mio, se bersani fosse all’opposizione, certamente chiederebbe non solo le dimissioni di maroni, ma di tutta la maggioranza. Purtroppo non è all’opposizione, ma dall’altra parte della barricata, quindi come fedeltà a berlusconi, fa finta di abbaiare, ma non morderà mai. E’ un cane fedele…

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