Archive for marzo 23rd, 2011

marzo 23, 2011

The Freewheelin’Bob Dylan – Buonanotte compagni.

“La risposta, amico mio, soffia nel vento”.
Spesso è il più semplice dei versi ad avere la potenza evocativa dell’inno. Riesce a cogliere lo spirito dei tempi trasfigurandolo in valore universale.
Non è facile astrarsi dagli abusi di retorica che ne sono seguiti, ma l’originaria versione di “Blowin’ In The Wind”, che apre emblematicamente The Freewheelin’ Bob Dylan, è una marcia dalla sobria solennità, capace di evitare la trappola dell’enfasi. Dylan l’ha scritta di getto, senza immaginare certo che avrebbe finito per diventare l’immagine del suo stesso stereotipo. Modellata sul gospel “No More Auction Block” e presentata sulle pagine della rivista “Broadside” già un anno prima dell’uscita di The Freewheelin’ Bob Dylan, condensa nelle sue incalzanti domande tutto l’anelito ad un radicale cambiamento di prospettiva che in quei giorni sembra davvero aleggiare nell’aria.
Rispetto al disco d’esordio, la crescita della scrittura di Dylan è sorprendente: anche nei nuovi brani in cui indossa le vesti del cantante di protesta, l’espressività poetica di Dylan riesce a superare le costrizioni del genere. “Masters Of War” è un’invettiva tesa e spietata contro tutti coloro che alimentano le fiamme della guerra, resa ancor più livida da un arpeggio circolare che non lascia tregua. “Talkin’ World War III Blues” è un ironico viaggio nel dopo-bomba, “Oxford Town” ricorda i disordini seguiti all’ammissione del primo studente di colore alla University of Mississippi. Ma è soprattutto l’ipnotica “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” a travalicare le angosce del momento storico per assurgere ad allegoria di una più profonda apocalisse. Non è il fall-out radioattivo, non è la crisi dei missili di Cuba, che proprio in quei giorni aveva condotto Stati Uniti e Unione Sovietica sull’orlo della guerra mondiale: è piuttosto una sorta di nuovo diluvio universale, quello descritto da Dylan con la sua “dura pioggia”. La struttura di filastrocca, ispirata alla ballata “Lord Randal”, si presta alle immaginifiche visioni di un incubo collettivo fatto di autostrade di diamante e di alberi dai rami sanguinanti.

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marzo 23, 2011

Fukushima, fumo dal reattore 3.

E’ di nuovo allarme a Fukushima. Una colonna di fumo nero si è alzata dal reattore numero 3. I tecnici sono stati fatti allontanare subito dall’impianto nucleare. Poche ore prima era stato annunciato che grazie al fatto che quasi tutti i reattori della centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, erano stati collegati a una linea elettrica esterna, nei prossimi giorni sarebbe potuto ripartire il sistema di raffreddamento. Intanto una nuova scossa di assestamento si è registrata vicino la centrale, ma senza nessun danno per l’impianto. Ma c’è un nuovo allarme: nella capitale giapponese sono stati riscontrati livelli di radioattività nell’acqua che sgorga dai rubinetti. Livelli troppo alti per il consumo dei neonati. Prosegue intanto il conteggio delle vittime: secondo l’ultimo bilancio della polizia, sono oltre 23mila fra morti accertati e dispersi. 9.301 i morti e 13.786 i dispersi. Gli sfollati superano il numero di 300mila. Intanto ci sono le prime stime dei danni economici dovuti al sisma. Potrebbe toccare i 25 mila miliardi di yen, quasi 220 miliardi di euro, il conto finale dei danni diretti e indiretti provocati dal terremoto dell’11 marzo.

marzo 23, 2011

Dove sono i pacifisti italiani?

Più di cento pacifisti arrestati a Washington davanti alla Casa Bianca mentre manifestavano contro la guerra in Libia e ricordando l’ottavo anniversario dell’invasione dell’Iraq. I pacifisti europei e italiani o non sono pervenuti o blaterano di “male minore”.

marzo 23, 2011

Esportatori di democrazia.

Un branco di esaltati inumani, legittimati da una guerra “esportatrice” di democrazia, continuano a vessare senza freni contro la parte più vulnerabile della società afghana. Dopo Abu Ghraib e Guantanamo, i militari in Afghanistan non volevano rimanere indietro.
Cinque soldati sono accusati di aver ucciso civili e di aver vilipeso i loro cadaveri. Nelle fotografie si vedono due soldati sorridenti nell’atto di chinarsi accanto al corpo di un afgano morto che viene trascinato per i capelli. Un’altra foto mostra due afgani, apparentemente morti, appoggiati a un palo.
Jeremy Morlock, di Wasilla, Alaska, era già stato accusato di aver ucciso altri civili afgani, così come Andrew Holmes. Gli altri tre soldati americani fanno parte invece della Stryker Brigade, impiegata in Afghanistan dall’estate del 2009 all’estate del 2010.
Le autorità americane esprimono la loro preoccupazione e per presentare scuse formali. Il colonnello Thomas Collins si scusa “per il disturbo che queste foto possono arrecare, che sono in assoluto contrasto con la disciplina, la professionalità e il rispetto che hanno caratterizzato il comportamento dei nostri soldati. Temiamo che questo genere di cose possa mettere a rischio le forze della coalizione, e minare le nostre relazioni con il popolo afgano“.
I soldati del “Kill Team” (così è stato ribattezzato il gruppo dai giornalisti tedeschi) rischiano di essere condannati dalla corte marziale, ma soprattutto rischiano di far crescere ancora di più l’odio delle popolazioni nei propri confronti.

marzo 23, 2011

venti euro per protestare a favore di berlusconi.

-I manifestanti pro-Silvio pagati 20 euro a testa e un panino.
-Ma non si vergognano?
-Sì, per altri 20 euro, potrebbero anche vergognarsi.

marzo 23, 2011

La sicumera di D’Alema.

1. D’Alema: “Intervento Onu in Libia è molto male organizzato”
2. D’Alema: “L’intervento in Libia sembra organizzato dal PD”

marzo 23, 2011

I missili libici non possono raggiungerci.

Silvio tranquillizza le masse.
I petardi di quel tizio a cui ha baciato le mani  non raggiungeranno l’Italia, così come è sparita la “monnezza” da Napoli e così come verrà costruito il ponte sullo Stretto …
marzo 23, 2011

Glioblastoma: raddoppiata in molti casi la sopravvivenza.

La sopravvivenza a una delle forme piu’ aggressive di al e’ raddoppiata negli ultimi 30 anni. Nuovi dati dimostrano che la meta’ dei pazienti e’ ancora viva dopo la diagnosi, fatto impensabile una generazione fa.

 

Lo ha detto Roy Rampling, docente dell’Universita’ di Glasgow, al quotidiano britannico ‘Daily Telegraph’. Trenta anni fa meno di una persona su dieci affetta da un e’ sopravvissuta per piu’ di sei mesi. Questo aumento dei tempi di sopravvivenza, secondo i ricercatori, sarebbe dovuto al miglioramento della diagnosi e dei trattamenti: da un lato i ‘marker genetici’ permettono di individuare prima i tumori, dall’altro la ricerca permette di prevedere il funzionamento delle e quindi di crearne alcune su misura. “C’e’ ragione di essere ottimisti”, ha spiegato Rampling, “credo fermamente che la nostra migliore opportunita’ per ulteriori progressi e’ quella di aumentare il finanziamento alla ricerca di laboratorio e piccoli studi innovativi” .

marzo 23, 2011

Gli zuccheri e il ruolo chiave che hanno nelle infezioni intestinali

La gastroenterite batterica è una delle piaghe dell’uomo moderno: , , e febbre alta sono i sintomi che contraddistinguono questa temibile malattia, ancora oggi non bene conosciuta, e curata solo attraverso l’utilizzo di antibiotici.

 

 

Secondo una nuova ricerca condotta dai ricercatori del Griffith University’s Institute for Glycomics, la chiave della malattia risiederebbe nella mutazione della forma degli in base alla temperatura corporea. Le implicazioni di questa scoperta sono molte, in particolare le prevenzione e la cura della malattia senza l’uso di antibiotici.

Si ritiene che certi vivano normalmente nell’intestino dei polli e provochino malattie solo negli esseri umani attraverso il contatto o l’assunzione di alimenti contaminati. Gli stessi possono anche causare una particolare patologia autoimmune chiamata di Guillain-Barre, in cui è il nostro stesso sistema immunitario a distruggere le cellule del corpo.

marzo 23, 2011

Arriva in Italia la nube radioattiva, ma non c’è pericolo.(forse)

Tra poche ore la nube radioattiva, prodotta dalle esplosioni dei giorni scorsi avvenute alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone, sorvolerà i cieli d’Italia (ma anche del resto d’Europa). Per scienziati e esperti in materia nucleare non c’è da allarmarsi, tant’è che in nessuno stato europeo sono state prese precauzioni. Nel video in alto la simulazione fatta dall’IRSN, Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire. Gli scienziati francesi (che ribadiamo essere piuttosto attenti alla questione) rassicurano in merito al fatto che la nube non sarà paragonabile a quella che fu emessa dall’esplosione della centrale di Chernobyl nel 1986, non fosse altro per i giorni trascorsi e per i 15mila chilometri percorsi dalla massa d’aria. Spiega Didier Champion dell’ IRSN:

Si stima che le radiazioni della centrale di Fukushima Daiichi siano del 10% inferiori a quelle di Chernobyl; in Europa arriva una nube le cui radiazioni sono più basse di 10mila volte rispetto a Chernobyl. Nessuna misura precauzionale è stata presa.

Dicevamo ieri che comunque c’è l’enigma del contenuto della nube e sopratutto se sono presenti particelle derivate dalla combustione del Mox (plutonio e uranio). Secondo Bruno Chareyron responsabile del Criirad, Commission de Recherche et d’Information Indépendantes sur la Radioactivité:

Le particelle più pesanti saranno certamente già cadute anche se è necessario in questo ambito conservare un po’ di cautela.