Meno male che la Cassazione riconosce il diritto di indignarci.

Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, sentenza n. 4248 del 22 febbraio 2011:
Ciò premesso, qualora la narrazione di determinati fatti sia esposta insieme alle opinioni dell’autore dello scritto, in modo da costituire nel contempo esercizio di cronaca e di critica, la valutazione della continenza non può essere condotta sulla base di criteri solo formali, richiedendosi, invece, un bilanciamento dell’interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita … Ed è appena il caso di sottolineare come nell’esercizio del diritto di critica, mirante per definizione non ad informare ma a fornire giudizi e valutazioni personali, ben possano essere adoperate espressioni di commossa partecipazione alla vicenda che si racconta e di indignazione nei confronti di determinate situazioni che si siano venute oggettivamente a determinare
La Corte di Cassazione ci ricorda che abbiamo il diritto di indignarci, e pure il diritto di esprimerla, questa indignazione, e quindi se dopo aver sentito la nuova riforma della giustizia, diciamo che questo governo è una merda e Berlusconi un corruttore, amico di mafiosi, pervertito e pure evasore fiscale esprimiamo soltanto un nostro diritto.

Ma si sà che anche la Cassazione è piena di magistrati comunisti mangiatori di bambini.

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