Archive for marzo 5th, 2011

marzo 5, 2011

Gruppi di Acquisto Solidali: in Umbria una legge ad hoc per promuovere i GAS e la filiera corta.

La Regione Umbria è la prima in Italia ad essersi dotata di una legge ad hoc per la nascita dei Gasp (Gruppi di Acquisto Solidali e Popolari), ai quali la Regione si impegna ad erogare contributi per le spese di funzionamento, promozione ed organizzazione.

I contributi, per un massimo di 5 mila euro all’anno, saranno erogati a fondo perduto a quei Gasp attivi da almeno 6 mesi alla data di entrata in vigore della Legge Regionale, approvata  con 18 sì, 9 no e 2 astenuti.

marzo 5, 2011

Fotovoltaico, incentivi congelati e le associazioni sono in crisi.

Il Governo congela i nuovi incentivi (probabilmente al ribasso) al fotovoltaico. Con il decreto Romani varato ieri, a cui manca però la firma del Presidente Napolitano, infatti, le nuove tariffe, per chi installa un impianto oltre il 31 maggio 2011, saranno comunicate a aprile e ratificate a giugno. Salta il tetto degli 8mila MW.

Questo stato di incertezza sugli incentivi sta causando gravi problemi agli operatori del settore. Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Gifi si sono riuniti oggi con grande urgenza per chiedere al Presidente Napolitano di non apporre la sua firma al decreto legislativo perché:

getta il settore delle rinnovabili nell’incertezza, aprendo la strada a una crisi che non si fermerà alle aziende del fotovoltaico e dell’eolico.

Che le rinnovabili, fotovoltaico e eolico in primis, si prestassero alle speculazioni (anche delle mafie), lo avevamo già detto. Ma avevamo anche scritto delle picconate del Governo agli incentivi e non per natura morale ma per la necessità economica di sostenere il rientro del nucleare in Italia. Dunque non si capisce bene se il decreto voluto dal Paolo Romani ministro per lo Sviluppo serva più a ridimensionare lo sviluppo delle rinnovabili, piuttosto che a regolamentare e soffocare la speculazione.

marzo 5, 2011

La lezione del mondo Arabo.

L’Italia, ma anche l’Europa  sta assistendo quasi indifferente alle rivolte popolari che si stanno diffondendo nel mondo Arabo. Egitto, Tunisia, Libia.

Con incredibile miopia ci preoccupiamo del prezzo del petrolio, della invasione epocale di extracomunitri, che non è avvenuta e del terrorismo islamico, che non c’è. Non ci rendiamo conto che stiamo assistendo ad un evento straordinario. Questa ondata non si fermerà, anche se le rivolte popolari stanno già prendendo e prenderanno nel futuro prossimo forme diverse. Ogni paese arabo ha condizioni proprie e le relazioni dei popoli verso i loro governanti non sono la stessa cosa. Ma ovunque ci sono le stesse affermazioni di libertà e giustizia sociale. Inoltre non è escluso che assisteremo presto a movimenti giovanili più o meno identici al di fuori del mondo arabo. Con le rivolte di queste settimane il popolo arabo sta uscendo dal clichè che vede l’equivalenza storicamente affermata fra il dispotismo  e l’ islamismo che tanto ha fatto comodo ai paesi occidentali.  Sta al mondo occidentale cambiare modo di pensare ed è compito della sinistra europea verificare se invece di esportare la democrazia non sia il caso di importare forme di lotta pacifica per affermare libertà e giustizia sociale delle quali ogni giorno veniamo sempre più espropriati.

marzo 5, 2011

Orrore ad al-Zawija: giustiziati i feriti.Nuovo assalto dei fedeli di Gheddafi.

Orrore ad al-Zawija: giustiziati i feriti Nuovo assalto dei fedeli di Gheddafi

Infuria una battaglia probabilmente decisiva nella città a 40 km da Tripoli. Dopo quattro ore di scontri, gli insorti respingono le forze lealiste, ma il Rais manda i rinforzi e sferra un nuovo assedio. Testimoni riferiscono di brutalità e violenza contro i civili. Intanto, in una lettera al Consiglio di Sicurezza, il ministro degli Esteri, Mussa Kussa, scrive di “un modico” utilizzo della forza contro i manifestanti e chiede la sospensione delle sanzioni. Primi passi della missione umanitaria italiana: partito da Pisa un C-130 con materiale della protezione civile per il campo profughi di Ras Jedir, sta per salpare da Catania una nave militare con aiuti per Bengasi

marzo 5, 2011

L’Unità:Appello a Onu e Ue: «Stop ai mercenari di guerra»

mercenari

Al governo italiano, all’ Unione Europea, al Segretario Generale dell’ ONU : appello internazionale dell’Unità

Assistiamo con sgomento e indignazione al continuo massacro di civili innocenti da parte di milizie mercenarie al servizio della dittatura di Gheddafi. Ma le esecuzioni di massa, gli arresti arbitrari, le torture e le mutilazioni inflitte a chiunque osi opporsi al regime che domina illegalmente la Libia non devono restare impunite.

Le forze mercenarie che operano in Libia devono essere fermate, e il ripetersi di simili crimini deve essere impedito. Vi chiediamo di fare il possibile perchè ogni violazione della Convenzione Onu contro i mercenari e il mercenarismo sia accertata e punita.

La suddetta Convenzione è entrata in vigore nel 2001, ma presenta molti punti deboli e non è stata adottata dai paesi da cui provengono le principali compagnie di ventura. Le atrocità commesse in Libia, d’altra pare, reclamano l’ adozione di uno strumento legale più radicale ed efficace contro la piaga delle milizie mercenarie. Le attività mercenarie sono una minaccia alla pace e alla sicurezza di tutti noi, e vanno considerate alla stregua del genocidio, della pirateria e degli assassini di massa, cioè crimini contro l’umanità. Il mercenarismo deve essere proibito in tutte le sue manifestazioni, e in modo particolare quando si maschera sotto la veste delle cosiddette “imprese militari e della sicurezza private” attive in Libia, Africa, Afghanistan, Iraq ed altri teatri di conflitto, dove si stanno distinguendo per crudeltà, assenza di controlli e violazione massiccia dei codici penali civili e militari. Vi chiediamo con forza, perciò, di adoperarvi per la creazione una nuova Convenzione internazionale che

1) proibisca e punisca con la massima severità chiunque recluti, organizzi, usi, addestri e finanzi mercenari in ogni parte del pianeta;

2) vieti rigorosamente agli Stati di delegare o subappaltare a privati le proprie funzioni in tema di sicurezza e di monopolio della violenza fisica;

3) obblighi gli Stati firmatari a bandire qualunque attività militare all’estero intrapresa da proprie imprese e cittadini, nonché il reclutamento di questi ultimi da parte di compagnie mercenarie;

4) preveda la messa in opera di adeguati programmi di assistenza per le vittime del mercenarismo e dei traffici criminali ad esso collegati.

marzo 5, 2011

Gli irresponsabili all’attacco.

 Governare è faticoso, ma garantirsi la sopravvivenza costa caro, carissimo. Specie se chi hai comprato per riuscire a resistere poi presenta il conto e ti tocca pure nominarli “todos caballeros”. E così il governo si trasforma in una corsa all’incarico. Il rimpasto è quasi servito. E nessuno resterà senza cena. Almeno sulla carta. Il premier è al lavoro, a giorni tirerà fuori “una squadra nuova di zecca”. E saranno volti e nomi che il grande pubblico conosce; c’è grande attesa per conoscere su quale poltrona siederà Domenico Scilipoti, ma anche su Maria Grazia Siliquini volano scommesse. Il tempo stringe. Mentre gli avvocati, sotto l’attenta regia di Giuliano Ferrara, studiano la strategia-mediatico difensiva per consentire al Cavaliere di girare a proprio vantaggio la raffica di processi di Milano, il Caimano ha la mente puntata alla tenuta del governo e, soprattutto, ai numeri della Camera. Da giorni Verdini e Alfonso Papa (sì, proprio lui, quello implicato nell’affaire Bisignani-Woodcook) sono alla spasmodica ricerca di nuovi “responsabili” .Il premier deve anche preoccuparsi di soddisfare le richieste dei fedelissimi alleati del Carroccio. Bossi punta dritto al cuore delle aziende a partecipazione statale: Finmeccanica .