Centrali nucleari, primo cantiere aperto nel 2014.

Per la posa della prima pietra della prima centrale nucleare “puntiamo al 2014”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ritorna sui tempi del programma nucleare italiano, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”. “Sul nucleare -dice- l’Italia sconta un ritardo strutturale, complice il referendum che si votò sull’onda emotiva di Chernobil”.

“Quella dell’atomo, come ho già detto, -prosegue Romani- è per noi una strada obbligata. In pochi mesi abbiamo costituito l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare e abbiamo perfezionato la legislazione, accogliendo i rilievi delle Regioni. La posa della prima pietra? Puntiamo al 2014”. 

Dalla maggioranza delle Regioni italiane, tuttavia, ieri è arrivato un parere negativo sul decreto legislativo del governo che riguarda i criteri di localizzazione degli impianti nucleari. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine delle conferenze Stato-Regioni e Unificata ha aggiunto che quattro regioni hanno espresso parere favorevole. Si tratta di Piemonte, Lombardia, Campania e Veneto. 

Il ritorno al nucleare è anche al centro di uno dei quesiti referendario sostenuto fra gli altri da Legambiente, Wwf, Lipu, Greenpeace e Fare Verde, che chiedono l’accorpamento della consultazione popolare in un unico election day a maggio con le elezioni amministrative.

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