L’EGITTO TRA RIVOLTA E ABBRACCI.

Al Cairo e nelle principali città egiziane, al grido di “via Mubarak”, migliaia di manifestanti sono tornati in piazza. Nella Capitale le forze dell’ordine hanno sparato sulla folla per cercare di fermare l’assalto al ministero dell’Interno e per disperdere i cortei. Per il momento si contano cento morti. Ma nella giornata non si segnalano solo scontri: all’annuncio delle dimissioni del governo, i dimostranti si sono abbracciati con i soldati. Il nuovo vicepresidente è l’attuale capo dei servizi segreti. Sul Paese, in queste ore, si concentra l’attenzione del mondo, ed è intervenuto anche il presidente americano Barack Obama, che ha intimato a Mubarak di “fare seguire le parole ai fatti”. Secondo Wikileaks, gli Usa da almeno tre anni sostengono i dissidenti protagonisti della rivolta di questi giorni. E’ quanto rivela oggi il sito del quotidiano britannico The Telegraph, che cita un documento diplomatico segreto pubblicato dal sito di Julian Assange .

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