Marea nera in Sardegna, 46.000 litri di idrocarburi e le istituzioni rifiutano l’aiuto di volontari

Marea nera in Sardegna, le istituzioni rifiutano l’aiuto di volontari per ripulire le coste perchè la sostanza che dovrebbero maneggiare è pericolosa. Preferiscono far da sole, dunque, per raccogliere i circa 46.000 i litri di olio combustibile finite in mare a Porto Torres. Ben più del doppio dei 18.000 di cui si era sempre parlato.

La cifra è stata comunicata ieri alla Commissione Ambiente della Camera il ministro Prestigiacomo, che per il resto ha sparso camomilla: materiale recuperato all’80%, spiagge ripulite fra un mese, nessun motivo per dichiarare lo stato di emergenza.

Il rifiuto di “arruolare” volontari, per certi versi, mi fa pensare alla marea nera nel Golfo del Messico. Sia chiaro: anche se gli idrocarburi si espandono sulla costa Nord dell’isola, a un tiro di schioppo dai parchi dell’Asinara e della Maddalena, per fortuna non c’è confronto, neppure lontanissimamente, con le proporzioni del disastro americano.

Però anche là, per questioni attinenti la salute e la competenza, i volontari non potevano mettere piede sulle spiagge contaminate. E dunque non era possibile sottoporre le informazioni ufficiali a verifiche indipendenti

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