Rifiuti, naufraga il piano del Cavaliere. Drappo nero di 5 chilometri sul lungomare.

L’ultima promessa del premier prevedeva che Napoli tornasse pulita entro sabato. Invece in strada ci sono ancora 1800 tonnellate di rifiuti. «Siamo in ritardo per cause burocratiche e inefficienze dell’Asìa, il premier non c’entra», dice l’assessore regionale Romano in un’intervista. 

E ieri è tornata la protesta violenta: a Boscoreale è stato dato alle fiamme il portone del municipio, nel centro della città è tornata la rivolta di disoccupati e studenti (nella foto), con roghi e scontri. La protesta sul lungomare. Un lungo drappo nero, 5 chilometri di strada da Largo Sermoneta a Castel dell’Ovo, a Napoli, lista a lutto il lungomare. È partita così la protesta promossa dai Consorzi Borgo Partenope e Caracciolo Mergellina, contro la crisi dei rifiuti che ha causato cali di presenze anche del 35%, la mancanza di progetti per il turismo e le lungaggini burocratiche per i permessi per gazebo e tavolini sui marciapiedi.

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