Archive for novembre 3rd, 2010

novembre 3, 2010

L’energia nucleare? In bolletta sarebbe più cara di gas e carbone.

Il ritorno all’atomo potrebbe non essere conveniente per le tasche degli italiani. Anzi, l’elettricità proveniente dal nucleare in bolletta potrebbe risultare ben più salata di quella che arriva dalle centrali a gas o a carbone.

A sostenerlo, mentre il neoministro Romani assicura che le nomine per l’Agenzia nucleare arriveranno a inizio novembre, è la Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Nel suo ultimo report, che confronta i costi dell’elettricità prodotta nel mondo da nuove centrali a gas e a carbone con quelli dell’elettricità prodotta da nuove centrali nucleari, il centro studi presieduto dall’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi, spiega che quest’ultima è mediamente di 72,8 Euro per Megawattora (MW/h). Più elevata del 16% rispetto ai 61 Euro/MWh delle centrali a gas e del 21% rispetto ai 57,5 del carbone.

Il report comparativo si basa sull’analisi di 8 studi, pubblicati tra il 2008 e il 2010 da Agenzia Nucleare dell’Ocse, Commissione Europea, Ufficio budget del Congresso e Dipartimento energetico americani, Mit, Camera dei Lords, Electric Power Research Institute e Moody’s.

Secondo un recente studio della Duke University la convenienza rispetto all’atomo ci sarebbe già. L’energia fotovoltaica, dicono gli studiosi americani, è già meno cara di quella nucleare.

novembre 3, 2010

Un test senza stress è ‘troppo facile e troppo comodo’ per le banche europee

L’autorità di vigilanza delle banche europee (il comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria CEBS), insieme alla Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea ha accolto con favore il risultato di un test a livello europeo sul settore bancario europeo. Le prove sono volte a valutare la resilienza del settore a una crisi. I risultati, sulla carta, sono sorprendentemente buoni – solo sette su 91 banche non hanno superato il cosiddetto ‘stress-test’.
Questi risultati ci dicono che in Europa le banche sono adatte a superare una recessione del 0,4% il prossimo anno. Eppure la recessione del 2008 è stato l’entità del -4,1%. Lo stress test non dice nulla su come il nostro settore bancario sarebbe in grado di far fronte a una crisi profonda come quella  che abbiamo appena avuto se dovesse verificarsi di nuovo in un prossimo futuro.
Questo test stress non è preso sul serio dalla stragrande maggioranza degli operatori del mercato finanziario, compresi gli stessi banchieri.
Sostenendo, a torto, che il sistema bancario dell’Unione europea è sano e salvo, si dà la falsa impressione che il settore bancario non ha bisogno di riforme.
Solo due anni dopo l’inizio di una crisi finanziaria che ha distrutto 7.000 mila posti di lavoro e di € 3.000 miliardi di denaro pubblico in Europa, questa prova è l’ultima manifestazione di una forte lobby di destra chiamata per la nostra economia ad andare “avanti come al solito “. Mentre i progressisti, il PSE rifiuta questa  soluzione. Dobbiamo regolamentare la finanza in generale e quella  del settore bancario in particolare per evitare il ripetersi della crisi e costruire una riforma  economica che serve il popolo, e non viceversa. Dobbiamo proporre concrete azioni non cosmetici. Un passo concreto tale sarebbe una imposta europea sulle transazioni finanziarie, che il PSE ha proposto ormai da tempo.