Archive for novembre 1st, 2010

novembre 1, 2010

Tumore al seno, due giorni di dieta a settimana per ridurre il rischio.

Secondo uno studio condotto dalla dottoressa Michelle Harvie del britannico Wythenshawe Hospital (Manchester), e riportato dal Daily Telegraph, bastano due giorni di dieta alla settimana per ridurre del 40% il rischio di tumore al seno nelle donne obese e in sovrappeso. Lo studio ha preso in considerazione due gruppi di donne: uno ha seguito una dieta restrittiva da 650 calorie, l’altro un regime dietetico sul modello della dieta mediterranea da 1500 calorie. In entrambi i casi la dieta è stata seguita solo per due giorni a settimana, nell’arco di sei mesi.

E’ stato così che gli studiosi hanno potuto osservare in entrambi i gruppi non solo una perdita di peso ma anche il calo di livello di alcuni ormoni coinvolti nell’insorgenza del cancro al seno, quali leptina e insulina, e di una proteina infiammatoria con un ruolo analogo. Gli ormoni sono scesi rispettivamente del 20 e 25%, mentre per la proteina incriminata il calo è stato del 15%.

novembre 1, 2010

Fegato in laboratorio: ottimo risultato per medicina rigenerativa.

Per ora e’ un fegato ‘bonsai’, piu’ piccolo di quelli adulti, ma e’ perfettamente funzionante, e la speranza e’ che ‘coltivandolo’ ancora, per poi impiantarlo nell’uomo, assuma le proporzioni e le funzionalita’ normali. Si tratta comunque del primo fegato creato in laboratorio, un passo avanti fondamentale nella storia dei trapianti. C’e’ riuscito l’Istituto di medicina rigenerativa del Wake Forest University Baptist Medical Center di Winston-Salem, nel North Carolina, che ha creato un fegato in miniatura con tutte le funzionalita’ del fegato umano, almeno in laboratorio. Ora la scommessa sara’ vedere se e come funzionera’ l’organo trapiantato in un modello animale. Il fine ultimo della ricerca, che sara’ presentata domenica al congresso annuale dell’Associazione americana per lo studio delle Malattie del Fegato a Boston, e’ quello di fornire una soluzione alla carenza di donatori di fegato disponibili per i pazienti che hanno bisogno di trapianti. Inoltre i ‘microfegati’ creati in laboratorio potrebbero anche venire usati per testare la sicurezza di nuovi farmaci.(liquidarea)

novembre 1, 2010

L’ora legale: un gran risparmio.

Durante il periodo di ora legale, iniziato il 26 marzo 2010, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 644,4 milioni di kilowattora (643 milioni di kWh il minor consumo del 2009), un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 215.000 famiglie

Il che, in soldini, fa circa 85 milioni di euro. Anche se non tutti credono che si sia realmente un risparmio di soldi e energia, in tempi di crisi 85 milioni in più in tasca male non fanno di certo… Ancor di più non fa male pensare al fatto che con appena una sola ora di differenza, ma una per tutti, si riesce a risparmiare così tanta energia elettrica.

E, alla fine, anche se da fastidio ci si abitua in fretta.

novembre 1, 2010

A caccia di energia solare con la fotosintesi artificiale.

I consumi raddoppieranno entro il 2050. Quale sarà il ruolo delle fonti rinnovabili? In esclusiva un estratto della lectio magistralis che il biochimico britannico Barber terrà il 4 novembre al Festival della Scienza di Genova.

 Entro il 2050 i consumi globali di energia sono destinati quantomeno a raddoppiarsi rispetto a quelli attuali, nonostante la diminuzione sostanziale dell’intensità energetica, a causa della crescita demografica ed economica mondiale.  In linea di principio, questa richiesta di energia potrebbe essere soddisfatta dai combustibili fossili, in particolare dal carbone. Tuttavia le conseguenze ambientali che ne deriverebbero impongono la ricerca di fonti alternative, più pulite e non impattanti sul livello di anidride carbonica presente in atmosfera.L’energia solare e quella nucleare sono le soluzioni più discusse: entrambe però rendono necessarie forti innovazioni tecnologiche, in grado di renderle efficienti, affidabili e sicure.Una modalità particolarmente interessante consiste nell’imitare la natura producendo una foglia artificiale, robusta e a basso costo, che sfruttando un processo simile a quello della fotosintesi potrebbe essere in grado di catturare l’energia solare e conservarla sotto forma di legami chimici, per poi poterla liberare all’occorrenza.James Barber è Ernst chain professor biochemistry all’Imperial College di Londra e presidente della International society of photosynthesis research, è inoltre visiting professor al Politecnico di Torino, dove ha fondato il BioSolar Laboratory. La sua lectio magistralis dal titolo “Possiamo costruire foglie artificiali per la produzione di combustibile solare?”Sarà tenuta a Genova il 4 novembre.

novembre 1, 2010

Repubblica Ceca. Nessuna pietà per i neonazisti.

 Che la transizione dal comunismo alla democrazia sarebbe stata una grande impresa lo si intuiva già durante la rivoluzione di velluto del 1989, ma pochi si aspettavano che questa impresa sarebbe durata più di 20 anni, trascinandosi fino a oggi. Ma così è stato, e ne è un esempio la faccenda dei neonazisti cechi, meglio noti sotto l’eufemismo di “incendiari di Vítkov”. 

Non si può rimproverare granché a chi ha condannato i quattro neonazisti: il tribunale si è dimostrato inflessibile e giusto. Nei paesi occidentali, quando nell’anniversario della nascita di Adolf Hitler (come è accaduto nell’aprile 2009) dei neonazisti lanciano  in piena notte una molotov in una casa rom dandola alle fiamme, il reato è aggravato dalla matrice razzista (in ogni caso si tratta di un tentato omicidio) e punito con grande severità.

Se poi le vittime di questo attentato sono bambini inermi è doveroso comminare una pena esemplare. È quindi rassicurante che il magistrato ceco ne abbia tenuto conto. Con le sentenze emesse nei confronti dei colpevoli (22 anni di carcere per tre di loro, 20 per il quarto), lo stato ceco ha dimostrato che non tollererà altri episodi del genere. Ed è questo che conta.

novembre 1, 2010

Abbandono di minore.

 La sera del 27 maggio Ruby venne identificata dagli agenti in servizio negli uffici di via Fatebenefratelli e si scoprì che era scappata da una comunità di Messina. Il pm minorile di turno, Annamaria Fiorillo, aveva deciso che doveva essere protetta e dispose che fosse collocata in una casa-famiglia. Ma non andò così. La giovane fu affidata alle cure dell’ex igienista dentale del premier che, però, si limitò a portarla via dalla questura. Pochi giorni dopo Ruby finì in ospedale dopo la lite con la escort brasiliana da cui era ospite. E la polizia non riuscì a rintracciare l’affidataria che ora rischia l’imputazione per violazione dell’articolo 591 del codice penale Berlusconi si è pubblicamente vantato di avere solo agito in nome del suo “buon cuore” e ha negato ogni pressione sui funzionari di polizia. Ma la ricostruzione dei fatti fa emergere un’altra verità. Intanto arriva una nuova bordata da Gianfranco Fini: “Questo caso è una vicenda imbarazzante per l’Italia, bisogna fare chiarezza”. E mentre attorno al presidente del Consiglio si scatena il fuggi-fuggi, il presidente della Camera rincara la dose: “No a nuove leggi salvapremier”