Una moratoria per l’acqua.

Qualche mese fa i movimenti in difesa dell’acqua hanno dato una prova di maturità senza precedenti, raccogliendo oltre un milione e quattrocentomila firme di donne e uomini di questo Paese che hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita. Per questo motivo il comitato promotore chiede oggi alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.Il rischio infatti è quello che accelerino i processi di privatizzazione in corso rendendo vani i referendum e svuotandoli di senso.

Contemporaneamente, poiché in caso di elezioni anticipate, la scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011, verrebbe posticipata di un anno, i comitati chiedono l’approvazione di un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum comunque entro il 2011.

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