Archive for ottobre 26th, 2010

ottobre 26, 2010

Greenpeace contro la Banca nucleare BNL.

 In tutta Italia i nostri volontari manifestano per chiedere al gruppo bancario BNP Paribas – che in Italia controlla BNL – di fermare i suoi “investimenti radioattivi”. In particolare Angra3 in Brasile, un reattore nucleare obsoleto, illegale e pericoloso.

I volontari in 29 città – tra cui Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli e Palermo – hanno distribuito volantini informativi ai passanti e delimitato l’ingresso alle banche con nastri segnaletici e la scritta “Stop agli investimenti radioattivi”.

BNP è il principale finanziatore di progetti nel settore nucleare a livello mondiale e sta decidendo di finanziare, assieme ad altre banche francesi, la costruzione del controverso reattore Angra3, a soli 150 chilometri da Rio de Janeiro, per un valore complessivo 1,1 miliardi di euro.

Angra3 deve essere fermato. Quell’impianto usa tecnologie così vecchie, addirittura precedenti al disastro nucleare di Cernobyl del 1987, che non potrebbe essere costruito in Europa perché non a norma. Nessun miglioramento o intervento progettuale potrebbe portare quest’impianto nemmeno vicino ai livelli di sicurezza declamati per il progetto EPR.

Perché una banca europea come BNP/BNL dovrebbe adottare un doppio standard motivando il suo investimento nell’EPR proprio con la presunta sicurezza del progetto e investendo poi in una catapecchia nucleare?

Nessuna analisi dei rischi è stata condotta dai proprietari dell’impianto ed esiste una sola strada di collegamento, peraltro soggetta frequentemente a frane. E poi anche per l’impianto di Angra3, come per tutti gli impianti esistenti, non è ancora stato risolto il problema delle scorie, la cui letale radioattività permane per millenni.

La nostra campagna è partita il 16 ottobre scorso. I volontari in tutta Europa hanno attaccato adesivi innanzi alle filiali del gruppo BNP con un messaggio per i clienti della banca: sapete cosa fa la vostra banca con il vostro denaro?

ottobre 26, 2010

Terzigno, la discarica di Cava Vitiello non apre ma non si cancella. E Bertolaso dice che è colpa sua.

Dopo il richiamo della Commissaria Judith Merkies al Governo Berlusconi a proposito delle italiche promesse di non aprire più discariche, Guido Bertolaso ha annunciato ieri che Cava Vitiello non apre.Ha detto il capo della Protezione civile, nonché sottosegretario agli interni che viene procrastinata la sua apertura alle:

Calende greche.

ottobre 26, 2010

Nastro Fassino-Consorte, caso chiuso.

 Fino a pochi giorni fa il presidente del Consiglio non perdeva occasione per prendersela con le intercettazioni e chiedere un bavaglio contro la stampa. “Non è possibile – diceva – vivere con il terrore di usare il telefono”. Eppure, secondo la procura di Milano, è stato proprio lui a trarre il massimo vantaggio dalla pubblicazione di una conversazione, non ancora trascritta e depositata: il colloquio in cui l’ex segretario dei Ds dice “Allora, siamo padroni della banca?” I pm hanno notificato l’avviso di chiusura indagini al fratello del premier e altre tre persone. Uno, Roberto Raffaelli, è l’ex titolare di una importante azienda di intercettazioni telefoniche. Gli altri due sono un amico di Raffaelli e un imprenditore, Fabrizio Favata, già socio di Paolo Berlusconi. Inoltre, Favata è accusato di estorsione per aver preteso da Raffaelli soldi in cambio del proprio silenzio. E di tentata estorsione a danno delle “parti lese” Paolo e Silvio Berlusconi. Dietro tutta la vicenda, infatti, si staglia l’ombra del presidente del Consiglio. Secondo Favata il nastro gli fu fatto sentire ad Arcore la notte di Natale del 2005. Poi il Giornale pubblicò la notizia e all’improvviso i sondaggi che davano il centrodestra in pesante svantaggio rispetto all’Unione cominciarono a risalire. Le politiche del 2006 finirono in sostanziale pareggio. Anche perché quella conversazione pose definitivamente fine al mito della diversità della sinistra.(il fatto quotidiano)