It’s a dream – Neil young -Buonanotte compagni.

Chiudiamo la serie di pezzi dedicati a Neil Young con It’s a dream, tratto dall’album Prairie wind, del 2005.

“Prairie Wind” indugia sul tema del tempo che fugge via ed è dedicato, non a caso, al padre e ad alcuni amici musicisti perduti per strada. I brani, contraddistinti dall’infantile, cristallino songwriting dell’autore, sono proposti in rigoroso ordine cronologico: si parte in sordina, con il pigro andamento del singolo “The Painter”, ricco di armonie vocali alla maniera di Crosby Stills Nash & Young, chitarre acustiche e svolazzi di pedal steel.

“It’s A Dream” è il culmine del pessimismo onirico del disco, un sortilegio fatto di archi, piano, organo e pedal steel. Il tempo pare sospeso, le atmosfere rimandano alle cose migliori registrate in coppia al genio di Jack Nitzsche, altro amico prematuramente scomparso. Il cuore del progetto è tutto in questa composizione eterea, in cui anche il quotidiano con le sue piccole storie viene messo in discussione: “It’s only a dream and it’s fading now/ fading away/ just a memory/ without anywhere to stay“.

E domani si comincia col Boss

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