Vogliono chiudere “Annozero”

nel giorno di Annozero, quasi a calcare le tecniche svelate dall’inchiesta di Trani, Michele Santoro riceve una lettera di Mauro Masi: il direttore generale contesta al giornalista il prologo di giovedì scorso, le metafore, le battute, le frasi. Il dipendente non rispetta – osserva Masi – vari obblighi di lavoro: l’obiettivo è la sospensione, ora tocca ai difensori replicare.

Aspettando i cinque giorni canonici, previsti dal procedimento disciplinare, il conduttore ha risposto in diretta nel suo tradizionale prologo: “Le mie ragioni sono di chi s’è comportato sempre con professionalità”. E a Garimberti: “Abbiamo bisogno di autonomia”. L’offensiva è di massa, per snervare, accerchiare, come dice Santoro “mobbizzare”. Un colpo da viale Mazzini e un colpo dal Pdl: in ordine di firma, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, i tre coordinatori del partito, scrivono all’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni – e per conoscenza al presidente Paolo Garimberti e alla Vigilanza – per denunciare la Rai: la prima puntata di Annozero ha violato il contratto di servizio, siate veloci e punite: e Santoro con la formula Tg zero racconta i precedenti con l’Agcom in chiave Trani.

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