La Cina ci spia. Sarà vero?

Google sta inviando una serie di ‘alert’ agli utenti del servizio di posta elettronica Gmail per avvisarli di attacchi hacker provenienti dalla Cina con l’obiettivo di violare le loro email personali.

Gli attacchi, scrive il sito ThreatPost, potrebbero essere o coordinati da parte delle autorità cinesi, o l’operazione di hacker isolati.

Gli alert compaiono al momento del login: “Your account was recently accessed from China” (il suo profilo è stato rencentemente visitato dalla Cina) è il semplice messaggio, accompagnato da una lista di indirizzi IP da qui gli attacchi potrebbero provenire.

Secondo le informazioni raccolte da Threat Post, gli utenti che hanno visto attaccata la propria mail provengono da tutti i continenti e non hanno legami evidenti ne tra di essi ne con la Cina. Solo un caso meriterebbe un’attenzione particolare rispetto agli altri: l’email di Alexander Hanff, un avvocato di Privacy International Uk, che ha di recente tenuto un discorso sulla libertà di espressione e sui diritti umani in Cina ed Europa.

I messaggi di Google sono stati ricevuti in Europa, Stati Uniti, Colombia e Canada, e da persone senza collegamenti evidenti con la Cina e la sua politica. I rapporti tra Google e la Cina non sono infatti buoni: Solo pochi mesi c’è stato l’attacco, degli hacker cinesi, denominanto operazione “Aurora”, a decine di colossi dell’informatica con l’obiettivo di carpirne segreti industriali e di violare la corrispondenza privata di attivisti per i diritti umani.

4 Responses to “La Cina ci spia. Sarà vero?”

  1. Ho guardato qualche filmato….
    Ma veramente la gente non ha proprio niente da fare……………..
    Eventualmente, gli passerei qualche guaio mio………
    Così passa meglio il suo tempo…….
    Antonio.

  2. Sono tutte falsità da parte di Google per non smentirsi sulle accuse fatte al governo sugli attacchi da parte di Hacker Cinesi, secondo Google, manipolati dal governo stesso per mascherare il Fallimento di Google sul mercato cinese.

    Avete Capito molto bene, HO DETTO FALLIMENTO.

    Eccovi la storia, non riportata ufficialmente da Google, ma nemmeno smentita dopo diverse mie email fatte alla società stessa, vi consiglio di leggerla, perchè potreste scoprirne delle belle.

    Prima di iniziare, mi sono detto che la miglior cosa era quello di accedere direttamente da siti cinesi per poi tradurli con google translator, giusto per avere una voce non Europea o Americana a tal proposito, e le scoperte sono tante, chiaramnete non riportate dai nostri media occidentali.

    Come dicevo a inizio 2010 Google ha fatto sapere di aver subito un attacco da parte di ignoti pirati informatici che hanno forzato un quantitativo indeterminato di caselle di posta elettronica Gmail, appartenenti a vari utenti, per carpirne il contenuto.

    A quanto sostiene Google, parte dei possessori di queste caselle di posta elettronica sarebbero dei noti dissidenti cinesi che, in Cina come in giro per il mondo, protestano per cose che ritengono siano ingiuste. 100.000 secondo gli organizzatori, 5.000 secondo la questura, tanto per fare una battuta a tema italiano recente.

    Inoltre, sostiene Google, le tracce lasciate dai pirati riportano a computer ubicati in Cina.

    Google approfitta di questa cosa per fare subito voce grossa e accusare Pechino di aver assoldato dei pirati informatici per compiere questo attacco deliberato, i cui risultati sarebbero diretto interesse del Governo Cinese, ovvero conoscere il contenuto delle e-mail dei cosidetti “dissidenti”.

    Quelli di Google sono stati cosi’ bravi che addirittura la Vice Presidente degli USA Clinton ci ha messo una parola di suo, denunciando i regimi che non garantiscono la liberta’ di comunicazione e di Internet, forse dimenticando che l’americano Patriot Act varato dopo l’11 Settembre e’ una delle piu’ grandi porcate mai esistite in tema di violazione dei diritti dei cittadini ma, quando si usa il terrorismo come scusa, tutto sembra lecito.

    E poi non dimentichiamo che gli americani hanno la presunzione di poter insegnare tutto e a tutti, manco avessero la cultura piu’ radicata che ci sia sulla faccia della Terra (mentre invece e’ proprio il contrario, hanno 500 anni di storia contro i 5mila di Paesi come la Cina).

    Fatto sta che ne e’ montato un caso durato un paio di mesi, durante i quali Google ha usato tutta la sua capacita’ di comunicazione e la sua “faccia pulita” per far cadere le colpe sul Governo Cinese e creare maretta contro i diritti umani, liberta’ ecc.. millantando un abbandono del mercato Cinese con relativa perdita di valore per gli utenti della rete cinese stessa.

    Il grande abbaglio!

    Un bravo a Google, anzi BRAVO!

    Un’operazione degna del miglior Berlusconi degli anni d’oro, quando non aveva ancora paura di portare la faccia in televisione come oggi anzi, lo faceva firmando con Bruno Vespa in diretta TV un ridicolo (quanto mai rispettato) “contratto con gli italiani.

    Tornando a Google, bisogna davvero rendersi conto di quanto mirevole sia la capacita’ dei suoi direttori comunicazione e marketing, capaci di far diventare un FALLIMENTO dell’azienda una battaglia ideologica supportata da mezzo mondo.

    Si ripeterò in eterno questo mio e non solo mio punto di vista, quindi dico proprio FALLIMENTO.

    Guardiamo in faccia alla realta’, quella di Google dalla Cina e’ una FUGA a gambe levate perche’, se rimanevano ancora un poco, sarebbe diventato evidente il totale fallimento del loro “Programma Cina”.

    Come molte altre grandi aziende straniere, anche quelli di Google sono andate in Cina pensando di portare il loro modello e di sfondare. Invece, come quasi tutti gli altri, sono stati sfondati.

    La popolarita’ del motore di ricerca americano, pur adattato al mercato Cinese, e’ in costante declino da tempo e, non a caso, il concorrente principale Baidu guadagna punti su punti ogni mese che passa. La pubblicita’ su Google China e’ sempre stata pressoche’ inesistente, con pochissimi clienti e zero profitti.

    Tutto questo nel piu’ grande singolo mercato Internet planetario, con 400 milioni di utenti che parlano la stessa lingua e sono interessati agli stessi contenuti, di cui la stragrande maggioranza giovani e con capacita’ di spesa superiore alla media. Il sogno dei marketer che Google non e’ mai riuscito a sfruttare.

    Cosa fare allora, prima che il mercato e gli azionisti se ne accorgessero, punendo finanziariamente l’azienda?

    SCAPPARE!!!

    Ci sono almeno due casi emblematici che vale la pena di prendere in considerazione:

    eBay ha provato a fare in Cina quello che ha fatto nel resto del mondo, ovvero dettare legge e divenire il piu’ grande mercato digitale per beni reali del mondo, leader indiscusso in qualsiasi Paese sia presente, tranne la Cina dove, ormai da anni, ha dovuto abbandonare succube della predominanza assoluta del concorrente TAOBAO, parte della grande famiglia di Jack Ma, inventore del portale business ALIBABA, che e’ stato capace di distruggere totalmente eBay in meno di due anni; eBay ha fatto la scelta giusta, uscendo dal mercato Cinese in sordina, senza tanti squillar di trombe;

    YAHOO! e’ stata fra le prime ad approdare in Cina e ci ha provato a far funzionare il proprio modello di business ma, quando si e’ resa conto che non poteva far nulla contro il modo di “vivere” Internet dei cinesi, che e’ comletamente diverso da quello di noi occidentali, ha fatto anch’essa la scelta migliore e ha ceduto i propri asset a un Cinese, lo stesso Jack Ma di cui sopra che con il Gruppo Alibaba e’ forse da considerare il vero RE dell’Internet Cinese.

    Questi due esempi di fuga “vincente” o quantomeno onorosa stavano forse troppo stretti ai ragazzi di Google che, ancora succubi del loro successo da “New Economy” continuano a non capire che non si puo’ vivere perennemente di “Sindrome di Peter Pan”.

    Secondo Google la soluzione migliore dev’essere stata “facciamo tanto di quel rumore che trasformiamo la fuga in lotta di classe e ci mettiamo in condizione di essere osannati dal Popolo per la sfida al potere cattivo”.

    Niente da dire, fino ad oggi ci stanno riuscendo perfettamente.

    Tutta una montatura?

    Parliamoci chiaro, non credo che questa fuga annunciata sia conseguenza dell’attacco informatico.

    Quello piuttosto, se mai sia realmente esistito, e’ stato il pretesto, lo strumento usato per mettere in atto una exit strategy che al quartier generale di Google si stava meditando da tempo.

    Proviamo a fare una ipotesi diversa di come siano andate le cose:

    da mesi Google si stava rendendo conto di aver completamente sbagliato modello di business, approccio totalmente errato al mercato Cinese. In particolare, Google non ha mai investito in promozione pubblicitaria off-line, facendo leva sulla sua popolarita’ mondiale, piu’ che sul condizionamento indiretto. Al contrario baidu ha sempre fatto e continua a fare grande pubblicita’ sul mercato reale, con bus ricoperti di promozioni nelle citta’, cartelloni ecc.

    Questa strategia di marketing presuntuosa ha portato Google, dopo un periodo iniziale di crescita, nei primi anni di presenza sul mercato, a un rallentamento e poi un declino.

    Cosa e’ successo? Questo non vale solo per Google ma per qualsiasi realta’ straniera. Chi, vive in Cina a tempo pieno si rende conto che, giorno dopo giorno, i Cinesi si stanno sempre meno “esterofilizzando” e sempre piu’ cresce un modello di vita cinese piu’ moderno ma meno influenzato dall’esterno.

    Per Google, che non ha avuto la capacita’ di adattarsi a questo modello, la perdita di consensi e’ di fatto stata inevitabile. A Mountain View, sede principale, se ne sono accorti da tempo, hanno fatto analisi di tutti i tipi e studiato strategie.

    Probabilmente le alternative erano: investimenti pesanti in marketing o uscita strategica.

    Proprio mentre si valutavano le opzioni, magari preponderando per la seconda, ecco che salta fuori l’attacco informatico, sempre che non sia stato costruito apposta o, addirittura, mai esistito.

    Facile prendere la palla al balzo e costruirvi sopra quello che e’ stato: un movimento mediatico in crescita continua che ha portato la (presunta) vittima a essere glorificata per il suo coraggio, un vero e proprio martire del nuovo millennio.

    Sara’ proprio andata cosi’? Non lo sapremo mai, la verita’ restera’ ai piani alti di Google per sempre.

    Il Grande Sbaglio…

    Goggle ha fatto male, a mio avviso, a lasciare la Cina.

    Quello Cinese e’ un mercato talmente grande che anche solo una fetta del 10% ne farebbe di fatto un piatto piu’ ricco di, per esempio, quello Italiano.

    Nel corso della propria (breve) storia ne ha fatte tante il colosso Google, molte buone, altre ancora tutte da verificare, altre ancora decisamente negative.

    L’abbandono della Cina non e’ una cosa buona da nessun punto di vista. E il modo in cui e’ stato fatto, con un affronto sfacciato al piu’ potente Governo del Mondo e a uno dei Popoli piu’ nazionalisti che ci siano, e’ ancora peggiore come scelta.

    Per Google significa rinunciare oggi e in futuro a fatturato. Forse un giorno tutti capiranno che e’ stata una fuga di convenienza per coprire l’incapacita’ di stare sul mercato e allora sara’ anche una perdita di faccia.

    Politicizzando la cosa Google ha fatto un ulteriore sbaglio: basta guardare i primi commenti alle notizie su Gizmodo per rendersi conto di quanto questo atto non abbia fatto altro che alimentare ulteriormente i sentimenti negativi nei confronti della Cina e del Popolo Cinese da parte dell’utente medio, quello che non sa e che non ha sufficienti elementi mediatici per valutare con attenzione le cose.

    Cosi’ la Cina torna a essere solo un oppressore dei diritti umani, dimenticando cose come il Patriot Act e Guantanamo, il fornitore di prodotti a basso prezzo e qualita’, dimenticando che sono state le aziende occidentali a volere che questo accadesse e che colossi come Wall Mart ci hanno costruito un impero ecc.

    Pensare che il Governo Cinese non reagisca e’ da pazzi. Lo fara’ eccome.

    Non ora, forse. Puo’ darsi che per un mesetto Google la faccia franca. Il primo maggio ci sara’ l’inaugurazione dell’Expo Mondiale 2010 a Shanghai e non e’ detto che il Governo Cinese voglia entrare in polemica con il resto del mondo e rischiare boicottaggi come successe con le Olimpiadi di Pechino del 2008.

    Puo’ darsi, quindi, che fino a quel giorno nulla succeda cosi’ da non distogliere l’attenzione mediatica dall’evento importante e regalare visibilita’ a Google.

    Ma, dopo, la mannaia colpira’ pesante e, personalmente, me lo auguro, perche’ Google se lo merita e deve pagare per i propri sbagli e, soprattutto, per la propria arroganza.

    Luigi Iannantuoni pubblicato su Infoland News & Download il 29 Settembre 2010

    Questa la fonte dello stesso articolo.
    http://www.infoland.ch/2010/09/google-e-le-verita-nascoste-nessuna-attacco-hacker-ma-solo-un-fallimento/

  3. Caro Luigi davvero hai letto la notizia sui Media cinesi !?
    Bene, peccato che siano alcuni di quelli più censurati al mondo …

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