Precari, un «Ponte» per la scuola La protesta: «Invadiamo lo stretto» .

Sono incazzati e disperati. Partono al mattino presto da tutta la Sicilia.Partono all’alba anche dalla Puglia, da Bari, da Foggia. In 7mila pre protestare contro i tagli del governo che li riducono alla “povertà”. È una manifestazione “meridionale” quella che oggi a Messina ha bloccato lo Stretto. Le navi pubbliche, quelle delle ferrovie dello Stato, sono stato il teatro della protesta dei precari della Scuola. In sit-in insegnanti e collaboratori, di ruolo e non. Perché oggi a Messina a sostenere la protesta ci sono tutti, c’è la Scuola italiana. Contro i tagli della Gelmini ci sono pure gli insegnanti di ruolo che vedranno le classi aumentare, gonfiarsi fino a ridurli a “badanti”. Ci sono soprattutto storie di disagio e disperazione. Antonella Trupia, arriva da Palermo, per dare i numeri: “164 punti in graduatoria, 15 anni di precariato, 5 concorsi pubblici superati: 0 prospettive per il futuro. I miei sono numeri veri, reali, non quelli dati dalla Gelmini”. C’è Grazia Casella, sesta in graduatoria a Palermo, quest’anno senza incarico. C’è Roberto Vinciguerra, collaboratore scolastico. Tira per la la giacca, parla di corsa, ha paura di non essere ascoltato, solo quando calma l’ansia riesce a spiegarsi: “A 19 anni, cioè 24 anni fa, ho iniziato. E ora sono senza lavoro : non so che fare. Non ho più niente.

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