Il finto miracolo di L’Aquila: ancora 48.111 sfollati.

 A un anno dalla prima consegna delle casette provvisorie, a L’Aquila gli sfollati sono ancora 48.114, e poco più di 8 mila negli altri comuni del cratere. Hanno ricevuto una casa in 14.349, in 25 mila se la cavano da soli: lo Stato elargisce loro 300 euro al mese [ma a singhiozzo] 

A poco meno di un anno dalla prima consegna delle casette provvisorie, a L’Aquila e nel cratere sono ancora un esercito gli assistiti dallo Stato. I dati più aggiornati, diffusi in questi ultimi giorni di agosto dalla Struttura per la gestione dell’emergenza, quella che ha di fatto sostituito la Protezione civile dallo scorso inverno, parla di 56.298 persone sfollate: 48.114 solo nel capoluogo, poco più di 8 mila negli altri comuni del cratere. Nello specifico aquilano, a fronte dei 14.349 «fortunati» che, a causa dei forti danni o al crollo della propria abitazione, hanno ricevuto un alloggio presso una delle 19 new town del piano C.a.s.e., esistono 25.852 persone che provvedono da sole a se stesse, pur avendo, ad oggi, una casa inagibile con danni più o meno gravi. Possono contare solo su un contributo economico da parte dello Stato con cui affrontare le spese «per la sopravvivenza». Le cifre non sono per tutti uguali, ma non superano i 300 euro a persona al mese, a meno che non si tratti di persone anziane o malate alle quali viene corrisposto un contributo più alto.

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