Elezioni: dieci punti per la sinistra.

     

La sinistra non riesce a trovare un minimo denominatore comune. I Socialisti fanno la corte a Casini, il PD va da solo ma non troppo, Vendola vorrebbe fare il colpaccio con il PD, di Pietro lo schifano tutti, ma è quello che ha più voti, la sinistra estrema non si sa cosa vorrebbe fare.  Alle scorse elezioni europee il Manifesto propose ai partiti della sinistra di saltare un giro  e presentare una coalizione di tutta la sinistra con un programma riassunto in dieci idee.

  • Eccole:
    1. I partiti saltano un giro e si presenta una lista della buona politica, con al centro i diritti, la pace, l’ambiente, il lavoro, un’altra idea di sviluppo, la questione di genere. A governare quest’esperienza si scelgono sei «saggi» (che non si candidano), tre uomini e tre donne, che non siano politici di professione e con importanti esperienze di lavoro nei movimenti, nel sindacato, nella cultura (lo fecero i Verdi per le prime candidature negli anni ’80).
    2. Associazioni, movimenti, sindacati, comitati locali, giornali, reti e voci della società civile che vi aderiscono diventano i «garanti» di questa lista, in accordo con i partiti che rinunciano a presentarsi con i loro simboli alle elezioni . Si stabilisce un «patto di consultazione» tra gli eletti e i movimenti per concordare in modo permanente politiche e iniziative.
    3. Da questo mondo emergono le candidature alle elezioni. C’è incompatibilità tra candidature e cariche di partito (una tradizione degli albori del movimento operaio) e c’è un limite massimo di due mandati tra parlamento europeo, nazionale, consigli regionali.
    4. Si organizzano le primarie per la scelta dei candidati e per definire i contenuti del programma politico.
  • 5. Le liste dovranno avere lo stesso numero di uomini e di donne, presentati in ordine alfabetico.
  • 6. I candidati si presentano nel collegio dove risiedono o svolgono abitualmente la loro attività.
  • 7. Gli eletti avranno una retribuzione massima complessiva di 100mila euro lordi. La quota eccedente viene versata nei fondi della lista.
  • 8. La metà dei fondi della lista (finanziamento pubblico e quota delle retribuzioni degli eletti) viene destinata a un «Fondo per la politica diffusa» che sostiene le iniziative di movimenti, comitati, etc.
  • 9. I meccanismi di decisione all’interno della lista e nel «patto di consultazione» utilizzano forme di democrazia deliberativa.
  • 10. Tra le attività della lista c’è l’organizzazione di una piattaforma web di e-democracy, utilizzata per informare i cittadini, dare conto dell’attività politica e legislativa, effettuare consultazioni con i propri elettori, praticare nuove forme di partecipazione politica, dare visibilità a esperienze locali. Le opportunità di democrazia offerte dalla rete devono essere utilizzate.
    Queste dieci regole proposte alle elezioni europee sono  buone senz’altro per le prossime elezioni politiche sia che si tengano a novembre sia che si tengano in qualsiasi altro momento. Queste dieci regole potrebbero significare quella discontinuità necessaria per sconfiggere Berlusconi e D’Alema e pur non rappresentanoun progetto politico complessivo   rappresenterebbe una svolta, darebbe il segnale che la sinistra è capace di provare a cambiare la politica e il suo modo di essere. E anche di avere successo alle elezioni.(dal manifesto)

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