Archive for agosto 23rd, 2010

agosto 23, 2010

Beck – Buonanotte compagni.

Si chiama Beck Hansen: suo padre è musicista, la madre frequentava la factory di Andy Warhol. Coltivò il suo talento musicale a New York suonando nei club. Loser lo portò al successo. Questa canzone alla quale non credeva nemmeno l’autore divenne un monumento, l’annuncio di cose nuove. Nella canzone c’è di tutto: blues e rap e un refrain assassino. con Odelay Beck creò una specie di enciclopedia del rock e fu un apripista per la musica del nuovo millennio.

agosto 23, 2010

fare l’orto: che passione.

Questa primavera ho speso sessanta euro in  piantine. Le ho piantate. Ho raccolto prima le fave. Finite le fave ho mangiato: zucchine, patate,peperoni, melanzane, pomodori,fiori di zucca e fagiolini. Il campo, non più di cento metri quadrati è ancora pieno di ogni ben di dio. Credo che mangerò prodotti del mio orto per almeno altri due mesi ed inoltre continuo a regalare ortaggi ai miei amici. Questa sera ho mangiato zuppa di melanzane, cipolle, patate e peperoni. Solo le cipolle erano state comprate. Tutto questo per soli sessanta euro. Provate anche voi.

agosto 23, 2010

Elezioni: dieci punti per la sinistra.

     

La sinistra non riesce a trovare un minimo denominatore comune. I Socialisti fanno la corte a Casini, il PD va da solo ma non troppo, Vendola vorrebbe fare il colpaccio con il PD, di Pietro lo schifano tutti, ma è quello che ha più voti, la sinistra estrema non si sa cosa vorrebbe fare.  Alle scorse elezioni europee il Manifesto propose ai partiti della sinistra di saltare un giro  e presentare una coalizione di tutta la sinistra con un programma riassunto in dieci idee.

  • Eccole:
    1. I partiti saltano un giro e si presenta una lista della buona politica, con al centro i diritti, la pace, l’ambiente, il lavoro, un’altra idea di sviluppo, la questione di genere. A governare quest’esperienza si scelgono sei «saggi» (che non si candidano), tre uomini e tre donne, che non siano politici di professione e con importanti esperienze di lavoro nei movimenti, nel sindacato, nella cultura (lo fecero i Verdi per le prime candidature negli anni ’80).
    2. Associazioni, movimenti, sindacati, comitati locali, giornali, reti e voci della società civile che vi aderiscono diventano i «garanti» di questa lista, in accordo con i partiti che rinunciano a presentarsi con i loro simboli alle elezioni . Si stabilisce un «patto di consultazione» tra gli eletti e i movimenti per concordare in modo permanente politiche e iniziative.
    3. Da questo mondo emergono le candidature alle elezioni. C’è incompatibilità tra candidature e cariche di partito (una tradizione degli albori del movimento operaio) e c’è un limite massimo di due mandati tra parlamento europeo, nazionale, consigli regionali.
    4. Si organizzano le primarie per la scelta dei candidati e per definire i contenuti del programma politico.
  • 5. Le liste dovranno avere lo stesso numero di uomini e di donne, presentati in ordine alfabetico.
  • 6. I candidati si presentano nel collegio dove risiedono o svolgono abitualmente la loro attività.
  • 7. Gli eletti avranno una retribuzione massima complessiva di 100mila euro lordi. La quota eccedente viene versata nei fondi della lista.
  • 8. La metà dei fondi della lista (finanziamento pubblico e quota delle retribuzioni degli eletti) viene destinata a un «Fondo per la politica diffusa» che sostiene le iniziative di movimenti, comitati, etc.
  • 9. I meccanismi di decisione all’interno della lista e nel «patto di consultazione» utilizzano forme di democrazia deliberativa.
  • 10. Tra le attività della lista c’è l’organizzazione di una piattaforma web di e-democracy, utilizzata per informare i cittadini, dare conto dell’attività politica e legislativa, effettuare consultazioni con i propri elettori, praticare nuove forme di partecipazione politica, dare visibilità a esperienze locali. Le opportunità di democrazia offerte dalla rete devono essere utilizzate.
    Queste dieci regole proposte alle elezioni europee sono  buone senz’altro per le prossime elezioni politiche sia che si tengano a novembre sia che si tengano in qualsiasi altro momento. Queste dieci regole potrebbero significare quella discontinuità necessaria per sconfiggere Berlusconi e D’Alema e pur non rappresentanoun progetto politico complessivo   rappresenterebbe una svolta, darebbe il segnale che la sinistra è capace di provare a cambiare la politica e il suo modo di essere. E anche di avere successo alle elezioni.(dal manifesto)
agosto 23, 2010

23 agosto 1927: la condanna di Sacco e Vanzetti, trionfo dell’ingiustizia.

Il 24 dicembre 1919 alcuni banditi assaltarono un furgone che trasportava le paghe degli operai di una fabbrica, a Bridgewater. Lo stesso giorno alla stessa ora a 60 chilometri di distanza, a Plymouth, un anarchico italiano di nome Bartolomeo Vanzetti girava per le vie della città con il suo carrettino vendendo anguille. Lo accompagnava un giovane aiutante di nome Beltrando Brini, anche lui italiano. Il 15 aprile 1920, a South Braintree. due banditi rapinarono le paghe dei dipendenti di un calzaturificio e uccisero il cassiere e un poliziotto. Subito la colpa vennedata agli anarchici. anche se non esisteva la minima prova. Il 5 maggio Vanzetti venne arrestato su un tram insieme con un compagno anarchico di nome Nicola Sacco, pure lui italiano, operaio in un calzaturificio. Addosso ai due vennero trovati alcuni manifestini anarchici e una pistola. Era quanto bastava perché il ministro della giustizia e il capo della polizia decidessero che era arrivato il momento di dare una lezione ai “rossi” e agli italiani.
Prima si fece il processo a Vanzetti per la rapina di Bridgewater. Come giudice fu scelto un certo Trayer, il quale dichiarò pubblicamente che gli italiani erano dei bastardi e i “rossi” e gli anarchici delle carogne. Pubblico accusatore fu un certo Katzmann il quale desiderava solo far dimenticare le sue origini tedesche dimostrando che odiava gli stranieri. La giuria accettò persino la testimonianza di un giornalaio il quale affermò di aver capito che il rapinatore era uno straniero «dal modo di correre». Più di venti testimoni italiani giurarono che alla stessa ora della rapina Vanzetti stava vendendo ad essi delle anguille ma non furono creduti; anzi furono presi in giro e derisi perché parlavano male l’inglese. Il giovane Brini fu accusato di aver imparato a memoria la lezione da ripetere al processo.
Fu invece creduto un testimone che affermò di aver riconosciuto Vanzetti al volante di un’automobile. Eppure l’italiano non sapeva guidare l’auto. Vanzetti fu condannato al massimo della pena, 15 anni. La condanna di Vanzetti era servita a convincere la gente che gli anarchici erano dei volgari banditi capaci di compiere qualsiasi delitto. Infatti Vanzetti e Sacco furono accusati anche della rapina di South Braintree. Questo processo fu ancora presieduto da Trayer. La giuria fu formata con i più ricchi e sfegatati reazionari della città. Il presidente della giuria prima che iniziasse il processo dichiarò: «Quei maledetti dovrebbero esser impiccati». L’interprete, che era amico del giudice, falsificò regolarmente ciò che dissero i due imputati e i testimoni italiani traducendo male o inventando di sana pianta. I testimoni d’accusa risultarono in seguito tutti bugiardi. Venne ignorata la testimonianza di una persona che aveva visto gli assassini mentre le sparavano e che escluse che fossero i due italiani. Pure ignorata fu la testimonianza di un impiegato al consolato italiano di Boston il quale dichiarò che al momento del delitto Sacco si trovava nel suo ufficio.
L’esperto che esaminò le armi subito dichiarò che le pallottole non potevano essere state sparate dalla pistola di Sacco. Più tardi però armi e pallottole vennero sostituite con altre in maniera da dimostrare la colpevolezza degli imputati. Non ci fu niente da fare. Trayer dichiarò: «Se anche non sono colpevoli, vanno condannati lo stesso perché sono nemici delle istituzioni americane». Sacco e Vanzetti furono condannati a morte. In America e in tutto il mondo vi furono manifestazioni di protesta per l’ingiusta condanna, scioperi, attentati, incidenti. Le supreme autorità del Massachusetts rifiutarono di rifare il processo anche quando un portoghese di nome Celestino Madeiros confessò di aver partecipato alla rapina di South Braintree e scagionò i due italiani. Inutilmente la moglie e la sorella di Sacco vennero dall’Italia per chiedere la grazia. La notte fra il 22 e il 23 agosto 1927 Sacco e Vanzetti salirono sulla sedia elettrica insieme con Madeiros.
Un anno dopo un altro delinquente confessò di aver partecipato alla rapina di Bridgewater e dichiarò che Vanzetti non c’era. Ormai non c’erano più dubbi: Sacco e Vanzetti erano innocenti; la loro morte era stata una vendetta compiuta in nome della giustizia.
agosto 23, 2010

Una Repubblica democratica fondata sul lavoro….o no?

Si presenteranno regolarmente in fabbrica a Melfi oggi alle 13.30 i tre operai Fiat Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, nonostante il telegramma in cui il Lingotto afferma che ”non intende avvalersi delle loro prestazioni”, pur garantendo la retribuzione, sino al 6 ottobre, quando sara’ discusso il ricorso sul loro reintegro. Venga rispettata la sentenza, chiedono i sindacati. I tre lavoratori erano stati licenziati a meta’ luglio e poi reintegrati dal giudice del lavoro circa due settimane fa. Intervistato da Repubblica, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, rileva che ”all’inizio Marchionne appariva come un manager moderno” mentre ”oggi si ripresenta l’immagine della vecchia Fiat che chiede di scambiare il lavoro con la negazione di alcuni diritti”.

Siamo arrivati al punto che per lavorare, in Italia, bisogna chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

agosto 23, 2010

Sakineh Mohammadi-Ashtiani, condannata a morte in Iran tramite lapidazione.

Ma come fanno a prepararsi a mirare al mio viso e alle mie mani, a lanciarmi delle pietre? Perché? Dite a tutto il mondo che ho paura di morire. Dalla prigione di Tabriz ringrazio tutti quelli che pensano a me. Sakineh Mohammadi-Ashtiani, condannata a morte in Iran tramite lapidazione.

agosto 23, 2010

Troppi ordini: in Gemania operai richiamati dalle ferie.

“Lavorare meno, lavorare tutti”, era decenni addietro uno slogan della sinistra e dei sindacati vecchia maniera. Adesso gli imprenditori tedeschi, o per essere più precisi le associazioni delle piccole e medie aziende, rovesciano quel motto: chiedono ai loro dipendenti di rinunciare ad almeno un terzo delle ferie annuali, cioè di accorciare le vacanze di due settimane su un totale di sei. Solo così, secondo loro, la Germania tornata locomotiva d’Europa potrà farcela a rincorrere il boom degli ordinativi, che vengono a pioggia dai mercati globali come da quello interno. Accettare di fare meno vacanze per consolidare il successo dell’azienda e del sistema-paese, e quindi per rendere più sicuro il proprio posto di lavoro. Questa è la tesi dei datori di lavoro nel Mittelstand, il fortissimo comparto delle piccole e medie imprese, spina dorsale del modello Germania non meno dei colossi global player noti e ammirati in tutto il mondo. “Sei settimane di vacanza all’anno sono troppi, in futuro ne potranno bastare quattro”, dice al quotidiano popolare Bild Ursula Frerichs, presidente dello Unternehmerverband mittelstaendische Wirtschaft, cioè l’associazione degli imprenditori delle piccole e medie aziende.

I sindacati ancora non hanno preso posizione sulla proposta degli imprenditori, ma la stessa pausa di riflessione sul tema delle più forti centrali operaie europee la dice lunga: il problema esiste. La Germania, spiega Frau Frerichs, è il paese dove i lavoratori

hanno le ferie annuali più lunghe del mondo, in media il doppio rispetto alle altre nazioni industriali: “Dobbiamo ripensare le realtà acquisite, meditare sulla necessità di tagliare le vacanze da sei a quattro settimane l’anno prossimo”

Ma la crisi non era globale?

…e la Merkel non guida un governo di destra?

agosto 23, 2010

Dio è come le banche.

Big Bang di Massimo Cavezzali

agosto 23, 2010

Predika bene e ratzinger male …

ARMIAMOCI E PARTITE

Sono sempre gli altri a dover pagare, aiutare, accudire ed assistere.
Loro – i più ricchi del pianeta – si limitano ad incitare ed organizzare … magari gestire i fondi.
Jo tuona dal suo balcone.
Bisogna accogliere gli stranieri ma …  avete mai visto un extracomunitario in terra vaticana ??
Cacciano perfino i mendicanti … il decoro prima di tutto.
agosto 23, 2010

Il canale vitaminico che avvia l’Helicobacter pylori all’infezione.

L’Helicobacter pylori, il batterio responsabile di problemi gastrici come ulcere e tumori, ha bisogno di vitamina B6 per poter dar vita alle infezioni croniche. Lo ha scoperto uno studio della Monash University di Melbourne, Australia, che ha identificato anche l’enzima utilizzato dal microrganismo per metabolizzare la vitamina.
“Meta’ della popolazione umana ‘ospita’ questo batterio – spiega Richard Ferrero, uno degli autori – ma il meccanismo con cui si scatena l’infezione non e’ ancora chiaro.Per la prima volta abbiamo dimostrato che c’e’ un legame con la vitamina”. I ricercatori hanno creato una versione attenuata dell’Helicobacter, non in grado di stabilire l’infezione cronica, e ne hanno confrontato l’espressione di alcuni geni con quella ‘normale’. Il risultato e’ stato che due enzimi specifici legati alla vitamina sono fondamentali al batterio per poter diventare infettivo. Lo studio proseguira’ cercando un modo per disattivare questi enzimi, in modo da bloccare le infezioni.
AGI – Salute